E’ un esemplare unico nell’area carinziana di colonna a sezione triangolare. Il numero tre ha componenti fortemente magiche ed un tempo la gente vedeva nella Ss Trinità (festività religiosa introdotta nel 1324) la massima espressione della presenza della forza divina. Il numero tre è presente in tutti gli elementi di questa colonna, dai gradoni al corpo in pietra a forma di prisma triangolare, ai bassorilievi raffiguranti la Crocifissione, l’Annunciazione e la Ss. Trinità.
La colonna è il simbolo di ringraziamento della cittadinanza di Tarvisio per uno scampato pericolo dalla peste oppure da guerre, scorrerie di truppe o calamità naturali. In seguito al vito della stessa per la liberazione per sempre dalla calamità, le sarebbe stato sovrapposto il capitello con bassorielivo di contenuto religioso, quale segno dell’adempimento del voto stesso.
In via subordinata la colonna potrebbe avere avuto nel tempo funzione di supporto della mano armata di spada, scolpita nel legno o in ferro battuto, ad indicare il luogo del mercato annuale (concesso nel 1456) ed il diritto cittadino di giudizio, nonché a reggere il gonfalone con lo stemma del “Marks Tarvis” ed il drappo del principe vescovo di Bamberga, proprietario di Tarvisio e della valle dal 1007 al 1759.
Rimane dubbia invece la funzione di “colonna dell’infamia”, ovvero per legarvi malfattori da sottoporre alla berlina e al disprezzo della gente come allora in uso per i reati comuni.
La sua collocazione originale era al bivio tra la vecchia strada romana (attuale via Romana) e la via che scendeva verso la piazza(attuale via IV Novembre) e a “Untex Tarvis”(Tarvisio Basso). Con la costruzione della “strada imperiale” (attuale via Roma) nel 1857, fu spostata al bivio tra la piazza e la strada che porta a Tarvisio Basso, rispettando la collocazione all’incrocio datale in origine.
La colonna fu abbattuta nel maggio del 1945 da un camion in transito ed il capitello subì danni piuttosto vistosi.
I recenti restauri hanno evidenziato sul capitello la data 1647 e la sigla DB, riferita probabilmente all’artista che l’ha realizzato.

Fonte: cartello posto accanto alla colonna con testo a cura di Raimondo Domenig

Periodo Storico: Basso Medioevo
Localizzazione Geografica
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