
Collocata in aperta campagna, nelle vicinanze dell’asse ferroviario Udine-Tarvisio, è ricordata dalle fonti per la sua ubicazione in luogo campestre e per la titolazione a Santo Pellagio (ASPT, Catapan, c. 63 v.). Il documento di consacrazione, databile alla metà del XVI la ricorda come […] ecclesiam Sancti Pelagij campestrem de Villa Adorgnani Aquileiensis Dioecesis (ASPT, Instrumenta ac iura…, 1677-1856).
A quei tempi doveva essere talmente isolata che fu designata da una tal Soror Cuna come rifugio e luogo di eremitaggio.
La primitiva costruzione trecentesca, stando agli elementi raccolti durante le fasi di restauro che in più tempi interessarono la struttura, aveva navata unica di dimensioni ridotte rispetto all’attuale, abside quadrata e una cella di eremitaggio che comunicava direttamente con la navata grazie ad un’apertura rettangolare, in seguito murata, che ancor oggi è visibile sulla parete a sud.
Durante i secc. XIV e XV la chiesetta disponeva di un numero considerevole di donativi di frumento per il pane, di olio per l’illuminazione e lasciti di appezzamento di terreno (Catapan, c. 117 r., c. 96 v., c. 83 r., c. 125 r., c. 70 r., c. 124 r.).
Solo dopo il catastrofico terremoto del 1511 venne ampliata nelle forme attuali e il successivo documento che la riguarda è riportato nel suo interno sul colmo dell’arco trionfale: 1535 Adì 3 agosto Lenart di Deomeni Matti[ia di Ad]orgnan à fata far p. sua devotion.
In quella data l’edificio era nuovamente funzionale ed era stato chiamato il frescante Thanner a decorarvi le pareti e il soffitto del presbiterio e dell’arco trionfale.
Per le analogie costruttive che presenta viene messa in relazione con la coeva chiesina di San Michele di Monastetto di Tricesimo.
Esterno: atrio con ingressi ad arco a tutto sesto, in facciata e sul lato a sud, protetti da apposite inferriate a livello del terreno (catterade). Copertura a due spioventi in continuazione con quella dell’aula, mentre ad un livello inferiore risultano quelle del presbiterio e della sacrestia. Campanile a vela posto sul colmo della facciata e all’inizio dell’aula, come in San Michele e in San Pietro in Zucco. Sotto la gronda corre un motivo di mattoni a spigolo. Porta rettangolare di facciata fra finestre rettangolari con iscrizione scolpita sull’architrave Dedicatio Huius Templi Celebratur Dom. in Albis; porta laterale rettangolare murata. Muratura, di sassi e pietre squadrate, intonacata.
Interno: l’aula rettangolare presenta un sottotetto con un’orditura a capriate a vista. Sopraelevato di due gradini rispetto alla navata e da questo separato mediante un arco a tutto sesto, vi è il presbiterio di forma quadrata illuminato sul lato destro da una discreta finestra. Dalla navata si accede alla sacrestia, anch’essa di forma quadrata, edificata nel 1680. Sulle pareti dell’arco trionfale e del presbiterio importante ciclo pittorico correttamente attributo a Gian Paolo Thanner e interessante altare ligneo databile alla metà del sec. XVI, attribuibile alla bottega dei Floreani. Le statue lignee dei titolari vennero trafugate da ignoti nel luglio del 1995 e mai più rinvenute. Le attuali sono copie realizzate da scultori trentini di Ortisei.
Il presbiterio è decorato da uno dei più interessanti (e meglio conservati) cicli di affreschi realizzati dal maestro Gian Paolo Thanner che lavorò a San Pelagio fino a tutto il 1535 (la data di esecuzione è visibile ai piedi della Crocefissione). I temi rappresentati sono tipici di questo autore cinquecentesco: la Natività, la Pietà e la teoria dei Santi. Sull’arco trionfale l’Annunciazione e scene dalla Passione.
Restauri: 1972 (struttura architettonica); 1978 (struttura architettonica e affreschi); 2003 (struttura architettonica); 2007-2008 (intonaci interni ed affreschi); 2009-2001 (altare ligneo).
I lavori di restauro pittorico eseguiti a partire dal 1978 hanno permesso una migliore lettura degli affreschi del Thanner e hanno portato alla scoperta di frammenti di un affresco sottostante databile al secolo XIV.
Bibliografia:
– ASPT = Archivio storico parrocchiale di Tricesimo.
– ASPT, Catapan.
– Beltramini 2002 = Manuela Beltramini, L ’obituario di Tricesimo, Istituto Pio Paschini, Udine.
– Bergamini 1975 = Giuseppe Bergamini, Noterelle d arte friulana, “Sot la nape”, 27 (otubar – dicembar 1975), 4, pagg. 13-20.
– Bertino – Costantini 2007 = Fabiola Bertino, Enos Costantini, Nons di lûc a Tresesin, Comune di Tricesimo, Tricesimo.
– Bincoletto 2009 = Federico Bincoletto (a cura di), Sulle vie del Thanner. Itinerari alla scoperta dei tesori d ’arte nelle chiese dei Friulim centro-orientale, Pro Loco “ Gio Batta Gallerio ”, Treppo Grande.
– Brusini 1971 = Alan Brusini, Un naïf e un mecenate del Cinquecento a San Pelagio, “ Il Friuli ”, (1971), 5.
– Dreosto 1977a = Italo Dreosto, La chiesa di San Pelagio, “ Bollettino parrocchiale ”, aprile 1977.
– Dreosto 1977b = Italo Dreosto, La chiesa di San Pelagio, “ Bollettino parrocchiale ”, agosto 1977.
– Dreosto 1979 = Italo Dreosto, La chiesa di San Pelagio in Adorgnano di Tricesimo, La nuova Base, Udine.
– Dreosto 1982 = Italo Dreosto, Chiese di Tricesimo, in Andreina Ciceri e Tito Miotti (a cura di), Tresésin, Società filologica friulana,m Udine, pagg. 115-93.
– Gavagnin 1997 = Chiara Gavagnin (a cura di), Colli del Friuli Centrale, [Le guide del Friuli Venezia Giulia. Provincia di Udine], Provincia di Udine – Cooperativa Alea, Udine.
– Guida 1994 = Tricesimo. Guida con Stradario, Pro Loco Tricesimo, Tricesimo.
– Marchetti 1972 = Giuseppe Marchetti, Le chiesette votive del Friuli, a cura di Gian Carlo Menis, Società filologica friulana, Udine.
– Villotta 2008 = Luisa Villotta, L’archivio storico della pieve di Tricesimo, Comune di Tricesimo, Tricesimo.
– Vuerich 2010 = Monica Vuerich (a cura di), La chiesa di San Pelagio in Adorgnano di Tricesimo, Pieve arcipretale di Santa Maria della Purificazione, Tricesimo.
Autore: Monica Vuerich
La chiesetta è stata anche oggetto di studi da parte della facoltà di architettura dell’Università di Udine che nel 2009 ha realizzato uno screening 3D degli interni visibile al seguente link: https://www.youtube.com/watch?v=htnUR8I5A_U
Info:
Via San Pelagio
Riferimenti per la visita: Forania di Tricesimo tel. 0432 880780




