

I resti della Basilica paleocristiana sono stati parzialmente messi in luce negli anni Sessanta, nel corso di una risistemazione stradale. Si tratta di un edificio a croce latina con abside poligonale, costruito in due fasi, tra l’inizio del V e l’inizio del VI secolo.
Sotto la sede stradale di via Madonna del Mare e sotto l’edificio scolastico “Giosuè Carducci” si conservano i resti, oggi musealizzati, di un edificio di culto basilicale. Essi si trovano a circa 2 m di profondità rispetto al piano stradale e furono individuati nel 1825 durante lo scavo di una canalizzazione delle acque praticato lungo la via, nello slargo antistante la scuola; solo nel 1963, in occasione di altri lavori fu possibile effettuare nell’area un’indagine che consentì di riportare alla luce, seppure parzialmente, l’antico edificio.
Di particolare interesse sono i due pavimenti musivi sovrapposti, riferibili rispettivamente alla fine del IV – inizi V sec. e al VI sec. La pavimentazione a mosaico, che nella prima fase mostra decorazioni geometriche bianche e nere, nella seconda (posta a un livello di soli 6 cm più alto) si arricchisce di motivi policromi a pelta, a treccia a doppio capo, a rombi intersecati. Una peculiarità di questo tappeto musivo più recente è l’abbondanza di iscrizioni tracciate con le tessere nel pavimento stesso (visibili anche nei lacerti strappati dalla sede originaria e affissi sulle pareti dell’ingresso al sito): esse riportano i nomi e le professioni di quattordici benefattori, nonché la superficie di mosaico da loro donata alla comunità; tra di loro spiccano soggetti di rango senatoriale e personaggi legati all’economia locale, anche di origine orientale.
Nel presbiterio, sopraelevato rispetto all’aula, si riconosce un loculo per le reliquie, posto probabilmente sotto la lastra dell’altare. Nell’abside, attribuita da taluni già alla alla fine del IV – inizi V sec., c’era il banco presbiteriale,
La Basilica dimostra l’importanza e la ricchezza della Chiesa triestina fra V e VI sec. Nelle iscrizioni del pavimento musivo si nomina per la prima volta la Sancta Ecclesia Tergestina e si ricordano vari donatori, anche greci e orientali, testimonianza dei rapporti che la città intratteneva con quelle regioni.
La basilica era caratterizzata in antico dalla presenza delle ossa di uno o più martiri, di cui si ignora l’identità, il che la rendeva uno dei centri aggregativi più rilevanti della prima comunità cristiana tergestina.
Vedi depliant allegato: La-Basilica-paleocristiana
Info:
via Madonna del Mare 11.
Giorno d’apertura: il sabato dalle 16,00 alle 18,00; la domenica dalle 10.00 alle 12.00
Si arriva con autobus n. 24
Email: sabap-fvg@beniculturali.it
Telefono: 040-4527511 (Soprintendenza)
DMF
Riemergono resti della basilica paleocristiana di via Madonna del Mare.
Durante i lavori alla scuola Spaccini-Sauro di Trieste riemergono i resti della basilica paleocristiana.
Nella palestra del complesso scolastico “Spaccini-Sauro” di via Tigor, mentre ai piani superiori procedono gli interventi di riqualificazione e messa a norma, pian piano riemergono le componenti archeologiche della Basilica Paleocristiana.
I lavori prevedono un sondaggio di scavo sotto il solaio della palestra, finalizzato ad individuare componenti superstiti della basilica, in parte conservata e musealizzata al di sotto di via Madonna del Mare e dell’edificio scolastico stesso.
Fonte: www.ilpiccolo.gelocal.it, 18 gen 2024 – Video di Massimo Silvano: https://ilpiccolo.gelocal.it/trieste/cronaca/2024/01/18/video/durante_i_lavori_alla_scuola_spaccini-sauro_di_trieste_riemergono_i_resti_della_basilica_paleocristiana-14004253/?ref=PICC-M13-S1-T1
La Basilica Paleocristiana ha restituito nuovi ritrovamenti sotto le vie Madonna del Mare e Tigor.
In via Madonna del Mare, al di sotto dell’edificio scolastico al numero civico 11 e della antistante via Tigor, è presente un’area archeologica gestita dalla Soprintendenza ABAP-FVG che consente di vedere i resti della basilica paleocristiana scoperta nel 1963 a seguito di lavori di realizzazione di un impianto fognario e di risistemazione della strada.
I lavori di risistemazione del complesso scolastico afferente all’Istituto comprensivo Dante Alighieri e, in particolare, gli interventi di rinforzo antisismico delle fondazioni dell’edificio dell’ex scuola G. Carducci hanno consentito di fare luce e di estendere le nostre conoscenza sulla basilica paleocristiana.
Infatti, i lavori di scavo nell’area al di sotto della palestra, a circa 3 metri di profondità, hanno svelato una parte ben conservata dell’edificio di culto tardoantico.
È stato individuato il muro perimetrale della navata della basilica che si estende in alzato e che risulta caratterizzato all’esterno da paraste o pilastri inglobati alla parete; il muro ha protetto parte delle pavimentazioni musive dell’aula dall’azione del tempo. In particolare, sono ben conservati i resti del mosaico policromo di seconda fase.
Il tappeto musivo presenta una ricca decorazione caratterizzata da una cornice a treccia che si sviluppa lungo il muro e che delimita una serie continua di medaglioni circolari intrecciati tra loro con all’interno figure simboliche caratteristiche della prima cristianità (nodo, croce e delfino).
Nell’area indagata non sono state individuate sinora iscrizioni dei donatori.
Lo scavo archeologico nell’area esterna al muro perimetrale della basilica ha consentito di individuare, in prossimità del muro del transetto in una zona, probabilmente porticata, delimitata da un basso muro, i resti di un possibile battistero della prima fase della chiesa, che viene presto defunzionalizzato e trasformato in uno spazio aperto esterno all’edificio dove sono state individuate una dozzina di sepolture del V-VI sec. d.C. in larga maggioranza di infanti o bambini.
Alla fine degli scavi archeologici e dei lavori di rinforzo delle fondazioni dell’edificio scolastico, verrà creata una struttura sotterranea al di sotto della palestra e dell’atrio della scuola connessa con lo spazio esistente della Soprintendenza e ciò consentirà di avere un’area archeologica sotterranea visitabile per godere dei resti della basilica paleocristiana di via Madonna del Mare.
Fonte: Comune di Trieste, 1 luglio 2025




