
La prima parte di questa cavità era nota fin dall’altro secolo, ma soltanto nel giugno 1965 venne scoperto il ramo inferiore. L’ostruzione del passaggio che porta a tale ramo, deve comunque risalire ad un epoca relativamente recente, e si deduce ciò dal rinvenimento alla profondità di 50m, di un’ascia preistorica di pietra vulcanica, e dalla scarsa consistenza del materiale che occultava il passaggio alla parte ignota.
Nella suggestiva caverna iniziale si notano ancora degli scavi eseguiti dal Marchesetti e dal Battaglia, oltre che dai soliti anonimi cercatori di oggetti preistorici, tantochè in terreno si presenta ancora quasi ovunque sconvolto e costellato di buche.
All’estremità destra si innalza un camino, con diaframmi rocciosi e nicchie concrezionate, mentre la nuova diramazione si apre sul lato opposto della caverna; la scoperta è dovuta ad una leggera corrente d’aria che saliva tra la parete ed i detriti.
Si scende per un piccolo salto costituito da una frana instabile, solo in parte consolidata da piccole colate, e si giunge in una cavernetta adorna di bizzarre stalattiti, dove vennero rinvenuti alcuni cocci, uno stretto cunicolo ed un pozzo di 20m portano quindi in un altro vano dalle pareti costituite in gran parte da una breccia minuta. Qui venne trovata in superficie l’ascia preistorica.
Attraverso un passaggio basso e fangoso ed una galleria nella quale ci sono alcuni massi di frana, si arriva nella caverna finale che, in netto contrasto con i vani precedenti, è riccamente adorna di belle concrezioni e gruppi di stalagmiti.
La grotta presenta, nel tratto iniziale, le caratteristiche di un tipico inghiottitoio, ma la parte recentemente scoperta rivela che si tratta in realtà di una cavità originata da alcune fratture principali orientate NE-SW e da fratture minori disposte N-S.
I frammenti fittili provenienti dalla grotta potrebbero risalire all’età dei metalli, mentre l’ascia – evidentemente caduta dall’alto – all’età del rame.
L’attribuzione della ceramica (fatta eccezione per pochi frammenti romani e medievali) è confermata dalla revisione dei materiali conservati.
Fonte:
https://catastogrotte.regione.fvg.it/criga/scheda/412-Grotta_Sottomonte




