
I due ampi ingressi della cavità si aprono, mascherati da fitti roveti, nella pineta che digrada dal Monte S. Primo. Una serie di rozzi gradini porta alla sommità di una china sassosa che scende nella caverna, rischiarata dalla luce che penetra abbondante dall’altra bocca della grotta.
Nella zona più profonda è stato effettuato uno scavo che ha dato numerosi resti di vasi ed altri oggetti preistorici.
Nel bosco del S. Primo l’esercito austriaco aveva allestito poligoni per l’addestramento al tiro e la zona era usata anche per manovre ed esercitazioni. Questo ha causato la presenza nella cavità, adibita probabilmente a ricovero occasionale, di oggetti militari e l’origine della gradinata che ne facilita l’accesso.
Fonte:
https://catastogrotte.regione.fvg.it/criga/




