
La sorgente della Livenza alla Santissima è alimentata dalle acque che fuoriescono dalla roccia calcarea delle Prealpi Carniche. La quantità d’acqua è tale che il fiume diventa navigabile a pochi metri dalla fonte.
Secondo la leggenda, per ricordare l’apparizione della Santissima Trinità all’Imperatore Teodosio (473) si costruì un capitello vicino alla sorgente. In poco tempo il luogo divenne meta di pellegrinaggi e riti legati alla fertilità.
A pochi metri dalla sorgente si erge la chiesa della Santissima Trinità, ricostruita e ingrandita nel XVI secolo. Un bel portico ad archi conduce direttamente all’interno del Santuario ove si possono ammirare notevoli opere d’arte tra le quali spicca l’altare ligneo raffigurante la Santissima Trinità di Domenico da Tolmezzo (1494), oltre ad affreschi e dipinti del XVI e XVII secolo.
Le prime notizie documentarie sulla chiesa alle sorgenti della Livenza risalgono al XIV secolo, ma l’edificio è forse più antico. Si è ipotizzato che sia sorto al posto di un antico tempio pagano, ma mancano per ora prove certe al riguardo.
Già nel 1400 il santuario era comunque oggetto di grande devozione e di pellegrinaggi per la fertilità e contro la siccità.
Nel 1588, per meglio disciplinare la moltitudine di fedeli e l’irregolare tenuta dei conti, furono chiamati da veneziani frati francescani osservanti, che edificarono dietro la chiesa un convento, ora del tutto scomparso
I francescani, che rimasero fino al 1769 a gestire l’afflusso di devoti, riedificarono tra fine 1500 e inizi 1600 il santuario, che ancor oggi si presenta nelle fattezze tipicamente controriformistiche assunte in quel periodo: ampio portIco antistante l’ingresso, che ospitava i devoti durante la notte, portale sormontato dal tipico stemma francescano, aula unica di grandi dimensioni, vasto presbiterio rialzato e cripta sottostante.
Vi sono ospitate diverse opere d’arte di notevole rilievo, tra le quali domina senz’altro il monumentale e scenografico altar maggiore ligneo d’epoca seicentesca, forse dei Ghirlanduzzi di Ceneda, ricco di fregi e dorature, che racchiude una preziosa ancona lignea, scolpita e dipinta nel 1494 da Domenico da Tolmezzo, raffigurante la Santissima Trinità: opera grandiosa, fra le più alte del Tolmezzino, che per l’occasione si cimentò anche nella pittura di quattro delicati Angeli adoranti all’interno della stessa edicola.
Orari di apertura:
Aperta la domenica ed in occasione di celebrazioni.
Telefono: +39 0434 74313 Parrocchia di Coltura
E-mail: cultura@com-polcenigo.regione.fvg.it – borgocreativopolcenigo@gmail.com
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