
Santa Maria della Tavella è la chiesa più antica del paese; la si raggiunge percorrendo una via in mezzo ai campi, in sponda sinistra del fiume, ad un centinaio di metri dal suo letto.
Il toponimo Tavella deriva dal latino tabella “tavoletta”, passato poi a indicare una porzione di terreno registrata e coltivata: la denominazione starebbe quindi per “Santa Maria dei campi coltivati”
Il sito è storicamente significativo: lavori di scavo hanno individuato nell’area siti di insediamento umano paleo-veneto del Neolitico Medio (2500–2000 a.C.) e strade romane del III e II sec. a.C., vie di raccordo tra l’agro di Concordia ed un guado del Tagliamento.
Per clima, acqua e vegetazione, la zona ha visto insediarsi piccoli gruppi umani dediti a caccia, pesca e raccolta, in prossimità delle località Palazzine di Sotto e di Sopra e di Le Fratte.
L’edificio sorse come luogo di culto, presumibilmente tra la fine dell’XI e gli inizi del XII secolo (1070–1120), probabilmente su un edificio preesistente, come attestano le fondamenta venute alla luce con i restauri di fine ‘900. Sono grossi sassi calcarei del Tagliamento e del Meduna, e puddinghe di fiume: le pareti vengono innalzate con laterizi e tecniche di epoca romana, ben visibili sulla parete sud all’esterno, con la calce come legante.
La chiesetta apparteneva ai Benedettini di Sesto al Reghena, ed a sud sorgeva un cimitero rimasto in uso fino al XV secolo.
A rendere unica la Tavella sono i suoi affreschi: tre cicli pittorici, in parte celati da intonaco per 360 anni, che raccontano il tardo medioevo pordenonese dal romanico (1100–1200) al Trecento fino al lavoro rinascimentale del 1400–1500.
Autore: Paola Treppo
Vedi anche:
https://chieseitaliane.chiesacattolica.it/chieseitaliane/AccessoEsterno.do?mode=guest&code=65542



