La chiesetta di San Giorgio sui colli d’Arcano, legata al feudo degli Asquini, ha origini molto antiche, definite dal manoscritto Piccini “immemorabili”.
Gli scavi del 1985 hanno portato alla luce resti di un primitivo sacello tardoantico-altomedievale, forse rettangolare con abside interna, poi ampliato con una tribuna semicircolare.
Nei secoli XIII e XVI l’edificio conobbe nuove fasi costruttive; nel Cinquecento assunse l’assetto attuale, con abside poligonale ed interno affrescato.
Fu cappella del castello di Tricano Inferiore e conserva la memoria degli Asquini di Fagagna, in particolare del nobile Antonio, morto nel 1507, che fece predisporre nella navata la sepoltura per sé e per i suoi eredi. La pietra tombale del 1505, forse opera di Giovanni Antonio Pilacorte, è oggi fissata alla parete.
Una particolarità storica è la canipa Sancti Georgi, documentata già nel 1358: un luogo sicuro per custodire beni di consumo utili alla comunità nei momenti difficili. Ad essa furono legati lasciti e terreni, tra cui quelli donati nel 1432 da Jacobus de Arcano Inferiori per tre messe annuali.
L’edificio presenta navata rettangolare con travature scoperte, presbiterio poligonale con volta a rete, portico quadrato e portale con iscrizione del 1515 e sigla del Pilacorte. Insolita per una comunità piccolissima è la presenza del battistero, spiegata dalla tradizione secondo cui un antico parroco di Rive usò questa chiesa quando San Martino era in restauro.
Tra gli arredi spiccano: l’altare maggiore con pala di Domenico Paghini del 1820, raffigurante San Giorgio che trafigge il drago, e l’altare ligneo laterale dedicato a San Giovanni Battista, con pala firmata da Andrea Petrollo da Venzone nel 1576 e restaurata nel 1769.

Autore testo ed immagini: Paola Treppo

Periodo Storico: Basso Medioevo
Localizzazione Geografica
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