
A Trieste, nel cuore dell’ex distretto militare di San Giusto, è stata effettuata una scoperta archeologica di straordinaria importanza. Durante i lavori di riqualificazione del complesso, gli scavi hanno portato alla luce resti di una domus romana risalente al I-III secolo d.C., situata proprio sotto il giardino del distretto.
La domus, descritta come un’enorme residenza dotata di terme, si estendeva lungo il versante che dà sull’odierna via del Castello e si sovrapponeva ai confini attuali dell’ex distretto militare. La scoperta è particolarmente significativa per la buona conservazione dei materiali recuperati e perché integra le teorie sull’origine più remota del colle, un’area che fino a poco tempo fa era considerata di minore importanza storica.
La scoperta della domus romana a San Giusto offre un’importante testimonianza dell’evoluzione urbana di Tergeste durante il periodo romano. La presenza di terme indica un elevato livello di benessere e di sviluppo sociale nella comunità che abitava la residenza. L’analisi dei materiali recuperati, in particolare la vasca con il motivo a spina di pesce, permetterà di datare più precisamente le attività edilizie ed i modelli costruttivi dell’epoca.
Il contesto archeologico, integrato con la basilica e altre ville private, fornisce un quadro completo della fisionomia del colle di San Giusto nel III secolo d.C., periodo di massimo splendore per la città romana. La supervisione della Soprintendenza e il coordinamento con l’architetto Chessa garantiscono la corretta gestione dello scavo e la conservazione dei reperti, in linea con le normative vigenti sulla tutela del patrimonio culturale.
Dettagli della Scoperta
– Periodo: I-III secolo d.C.
– Localizzazione: Giardino dell’ex distretto militare di San Giusto, Trieste
– Struttura: Domus romana con terme
– Reperti Principali: Frammento di colonna con epigrafe, vasca rivestita di malta idraulica con motivo a spina di pesce.
Chissà quanti triestini hanno calcato il terreno di quel giardino, nella sessantenne storia del distretto militare di San Giusto. Ma forse neanche l’ufficiale più estroso poteva immaginare cosa fosse nascosto sotto ai suoi piedi: quasi duemila anni prima, proprio nell’area dove centinaia di coscritti transitavano ogni giorno, sorgeva il punto più estremo di una domus romana, un’enorme residenza dotata di terme i cui resti sono ora venuti alla luce.
Gli scavi sono stati condotti nell’ambito del recupero dell’ex distretto militare ad opera di Edilimpianti e di Schiavone costruzioni. Il progetto andrà a realizzare una cinquantina di appartamenti riqualificando il complesso e la limitrofa Casa Marenzi, entrambi acquisiti nel 2024. Gli imprenditori Settimo e Schiavone riqualificano il palazzo e casa Marenzi: si attende ancora il via libera dalla Soprintendenza per i 45 posti auto. Nell’investimento – 30 milioni di euro, tra i più cospicui in corso d’opera – era stata messa in conto una ricognizione preliminare tanto all’interno quanto all’esterno, visto l’acclarato valore storico dell’immobile. Le indagini sono state effettuate sotto la supervisione della Soprintendenza ed in coordinamento con l’architetto Enzo Chessa, direttore lavori e progettista.
Fonte: www.puntocronaca.it 9 ottobre 2026




