E’ una delle necropoli più ricche e documentate della provincia.
E’ stata ritrovata (e subito segnalata) a seguito dello scasso di un prato stabile, nella primavera del 1987. Nei giorni della scoperta, attorno a un piccolo rilievo, si presentavano tracce di non meno di una trentina di tombe di cremati fra le quali si sono recuperati frammenti ceramici e di anfora, vari oggetti in ferro, una Aucissa, due assi di età giulio-claudia nonché due orecchini in oro.
Inoltre una fibula Kraftig profilierte e un follis di Costantino trovati però, a ca.10 m, nei pressi di una possibile tomba a inumazione.
Tutto ciò è stato poi, due anni dopo, meglio documentato dagli scavi della Soprintendenza che hanno messo in luce la tomba a inumazione
e ritrovato quattro tombe in anfora, di cui due integre, con relativo corredo conservate nel Museo archeologico di Torre.

Fonte: Le principali evidenze funerarie (II sec. a.C. – VI sec d.C.) ritrovate dal Gruppo Archeologico Cellina Meduna, a cura di A. D’Agnolo, S. De Paoli, P. Tommasini, E. Dusso.

Bibliografia:
Riva di Barés e dintorni. Testimonianze archeologiche di Aviano, Marsure e Giais, di A. D’Agnolo, E. Dusso, P. Tommasini, A. Biancat, G.A. Cellina Meduna “Co. Giuseppe Di Ragogna, 2006.

Periodo Storico: Età Romana
Localizzazione Geografica