
A ponente della chiesa di san Michele arcangelo, dove in passato si trovava la cortina (i cui fossati sarebbero stati riempiti con la demolizione dei terrapieni verso la metà del XVIII secolo), i resti recuperati inducono a supporre l’esistenza di una struttura abitativa di discrete dimensioni (c. 2000 mq). Datazione I – IV sec. d.C.
Materiale recuperato: laterizi (bollo TROS[I]); monete; vetro; pesi in piombo.
Il bollo TROSI viene datato tra la fine del I a.C. e il I d.C.; le monete si collocano tra il II d.C. e l’età tardo imperiale.
Luogo conservazione: Museo Nazionale di Cividale; Municipio di Basiliano (su concessione al deposito della Soprintendenza di Udine).
Vissandone di Basiliano, in un documento del 1268 viene indicato come “unum mansum in Vissandon“.
Nel Medioevo è citato come “Vicus Sandonis” che farebbe riferimento a “villaggio/podere di Sandone”, in un momento storico che vede l’affermarsi del popolo longobardo in Friuli. L’intitolazione della chiesa del paese, a San Michele, rafforza questa ipotesi
Secondo la tradizione popolare, il primo nucleo abitato di Vissandone sarebbe sorto in una zona di campagna poco lontana, denominata Grovia (Groviis), dove è stato scoperto uno tra i più estesi insediamenti romani del Friuli centrale (vedi scheda specifica).
Dalla prima metà del secolo XIV e per tutta la durata del dominio veneziano (1420-1797) il paese è stato soggetto alla giurisdizione civile e penale della Città di Udine, mentre a livello locale viene amministrato dalla vicinia, l’assemblea dei capifamiglia addetta alla gestione dei beni della chiesa e del paese.
La vicinia di Vissandone si radunava, chiamata dal suono della campana, sotto un albero della piazza o in una casa del paese.
All’inizio dell’Ottocento il luogo delle riunioni è diventata la “Casa dei Comun“, un edificio oggi gestito dalla pro loco, già adibito a latteria turnaria.
La piazza ospitava anche un suei (il Suei dal Orcul, poiché l’essere mitico si piegava a bere in questo stagno), per le necessità idriche, nel tempo sostituito da un pozzo.
Bibliografia:
TAGLIAFERRI 1986, p. 177, BA 1015; NOBILE 1993, p. 59; CIVIDINI, MAGGI 1997, pp.61-65.
Fonte:
DVD – Terra di Castellieri – Archeologia e Territorio del Medio Friuli – Sezione C – L’età romana – SIAE cre@ttiva 2004.




