
Ad ovest della frazione di San Giovanni di Casarsa, lungo la carreggiabile via Sile, si incontra un terreno di forma subcircolare determinata dall’andamento curvilineo contrapposto di due rogge: la Roggia Polizzuta o Pulsuta e la Roggia del Lin, tra le due la maggiore.
Il terreno così circoscritto fu sede di frequentazioni del Bronzo recente (XIV-XIII secolo a.C.) e di un insediamento probabilmente arginato – un castelliere, localmente denominato Cjastelâr – attivo tra il Bronzo finale e la prima età del ferro (XII-VIII secolo a.C.) (Pettarin, Tasca 2003).
L’area del Cjastelâr è compresa, soprattutto con il suo settore nord, in una vasta fascia estesa verso ovest di affioramento di manufatti litici del Mesolitico recente, Neolitico ed Eneolitico (località Boscat di San Giovanni di Casarsa: Montagnari Kokelj 2003; Corazza, Dal Santo, Scardia 2009; Dal Santo 2010) e fu successivamente sede di impianti artigianali di età romana: nel 2010 venne indagata stratigraficamente dalla Soprintendenza, al margine nord del castelliere, una fornace di età romana.
Nell’area immediatamente a sud del Cjastelâr e della confluenza tra i due corsi d’acqua, localmente nota col toponimo di Punt da Sil, che indica il ponte sul Lin immediatamente a sud del castelliere, in seguito ad affioramenti di superficie sono stati recuperati materiali di età romana (complessivamente si tratta di 31 frammenti: inv. 199.322-199.331) comprendenti resti edilizi relativamente di lusso (lastrine marmoree e tessere musive), frammenti di manufatti in metallo (chiodo, fibula, parti di ingegno di serratura), pesi da telaio, ceramica.
I materiali sono quindi riconducibili ad un complesso edilizio di un discreto livello economico.
Di particolare interesse la fibula, che, riconducibile ad uno schema mediotardo La Tène (cfr. per un generico confronto con un esemplare integro: Dionisio 2012, tav. 29, n. 488) databile tra fine III e I secolo a.C. e ricollegabile a tradizioni proprie delle popolazioni celtiche, è attribuita al tipo San Floriano (cfr. Catalogo, Età ronana. Bronzo, n. 7.2), datato tra fine II e prima metà I secolo a.C. e rientrante quindi tra le più precoci testimonianze di età romana nel territorio in esame.
Fonte:
Giovanni Tasca, Schede dei siti documentati nel catalogo, in Metalli antichi del Museo di San Vito al Tagliamento: l’età romana e altomedievale, di Annalisa Giovannini, Giovanni Tasca, pp. 11 San Vito al Tagliamento.




