duino

Uno dei siti paleontologici più interessanti d’Italia si trova sul nostro territorio, al Villaggio del Pescatore nel comune di Duino-Aurisina in provincia di Trieste.
La scoperta dei primi resti fossili risale alla fine degli anni ‘80, ad opera di alcuni appassionati paleontofili.
La presenza di questi reperti, in prima istanza non riconoscibili come dinosauri, ha dato inizio nei primi anni ’90 ad una serie di campagne di scavo.
La prima di queste portò alla luce un campione che dopo la preparazione, mostrava una coppia di zampe complete in connessione anatomica.
Nel corso di un rilevamento geologico della zona una studentessa di Scienze Geologiche dell’Università di Trieste, Tiziana Brazzatti, sempre nello stesso anno, rinveniva in superficie un altro affioramento di ossa, anche questa volta appartenenti ad una zampa anteriore di dinosauro: la differenza rispetto al reperto precedente era che il resto dello scheletro era ancora tutto compreso nella compagine rocciosa.
Era stato trovato l’adrosauro ormai comunemente conosciuto col nome di ANTONIO.
Il lavoro di estrazione del reperto venne affidato negli anni seguenti ad una ditta triestina specializzata nel recupero di reperti fossili.  Fu un lavoro sperimentale che segnò a livello internazionale la storia degli scavi paleontologici. In sei mesi di lavoro sul terreno venne letteralmente “affettata” la collina dove affioravano i dinosauri, usando le normali tecniche di cava con l’uso di fili diamantati. Alla fine del lavoro di campagna i blocchi contenenti il dinosauro sono stati sottoposti a preparazione chimica con l’uso di acido formico. Dopo 3500 ore di lavoro in laboratorio veniva alla luce uno dei più bei reperti al mondo di questo tipo di animali, perfettamente articolato e praticamente intero.
Oltre ad Antonio sono emersi i resti attribuibili ad altri 14 adrosauri, probabilmente della stessa specie, un possibile osso della zampa di un dinosauro carnivoro e uno dell’ala di un rettile volante. Oltre a ciò i resti di due particolari coccodrilli, pesci, crostacei e rari vegetali.
Nel 2018 sono ripresi gli scavi presso il giacimento paleontologico dando alla luce il “fratello” di Antonio, il dinosauro Bruno che con quasi un metro in più di lunghezza si può ora ritenere il piu grande, completo e ben conservato dinosauro italiano.
I reperti rappresentano a tutt’oggi gli unici dinosauri ritrovati in Italia in connessione stratigrafica e gli unici emersi a seguito di campagne di, scavo sistematiche e scientificamente condotte.
La presenza di questi rettili nel Nord Est d’Italia ha costretto una sostanziale revisione della concezione geografica della zona che, circa 80 milioni di anni fa, si pensava prevalentemente dominata da mari e lagune. I dinosauri, animali esclusivamente terrestri, avevano bisogno di ampie terre emerse per vivere che pertanto dovevano per forza essere presenti. I cambiamenti geologicamente rapidi della zona alla fine dell’Era Mesozoica rendono quanto mai ardua una ricostruzione valida del rapporto ambiente acquatico / ambiente terrestre e la presenza per ora di pochi reperti fossili completamente preparati non concede supporti significativi ad interpretazioni realistiche.
Ad oggi lo scheletro originale del dinosauro Antonio è custodito presso il Museo di Storia Naturale di Trieste mentre lo scheletro del dinosauro Bruno è ancora in fase di restauro e non ancora visitabile.

TRIESTE /DUINO AURISINA. Nuove scoperte al Villaggio del Pescatore.
Con risorse raccolte dal Comune di Trieste in collaborazione con la ditta Zoic di Trieste, un gruppo di ricerca ha potuto analizzare ogni singolo reperto estratto dal Villaggio del Pescatore, in comune di Duino Aurisina, come se fosse visto per la prima volta.
Il team vede esperti dalle Università di Bologna, di Trieste, Ispra, Elettra Sincrotrone Trieste e la stessa Zoic, eccellenza mondiale nell’ambito della paleontologia, specializzata nell’estrazione e lavorazione dei resti fossili, anche di notevoli proporzioni.
Tutto il materiale è stato esaminato da professionisti di diversi settori (anatomia, geologia, chimica, botanica) per ottenere un quadro di insieme dell’ecosistema che si è preservato sul sito. Questo lavoro, che ha unito i dati raccolti durante gli scavi con le nuove scoperte, ha permesso di avere una fotografia di dettaglio di ciò che davvero sappiamo sul sito e sugli animali e piante che preserva. Lo studio dei reperti ha sorpreso per l’eccellente qualità di preservazione non solo esterna ma anche interna.
In altre parole, molti fossili ci avevano svelato solo in parte la loro storia perché ci si era limitati a studiare la loro forma esterna. Negli ultimi anni i paleontologi hanno lavorato sempre di più con gli esperti delle scansioni tomografiche, uno strumento che permette di vedere nei minimi dettagli l’interno delle ossa fossilizzate senza danneggiarle. Grazie alla collaborazione con Elettra Sincrotrone Trieste è stato possibile vedere i fossili del Villaggio del Pescatore come se la roccia che li ha preservati fosse trasparente. La prima indagine è stata fatta sul becco di Antonio (nella foto).
L’esperimento è stato un successo ed i ricercatori sono stati in grado di ricostruire il complesso sistema di vasi sanguigni di un dinosauro estinto da 80 milioni di anni.
La seconda indagine si è concentrata su un altro esemplare ritrovato sul Sito Paleontologico: Si tratta del cranio di un piccolo coccodrillo chiamato Acynodon. Anche se l’aspetto di Acynodon ricorda molto quello dei coccodrilli attuali, i suoi denti sono davvero unici. È grazie allo studio dei denti che è stato possibile capire il tipo di alimentazione di questa strana creatura scoprendo così la fauna presente nel Cretaceo.
Immagine: Sabap Fvg – Fonte: ilgoriziano.it 19 set 2024

Info:
+39 3347463432 – cooperativagemina@gmail.com
Biglietto Intero: € 7,00 – Biglietto Ridotto (ragazzi dai 6 ai 12 anni): € 5,00
Ingresso gratuito per bambini di età inferiore ai 6 anni
Orari: Dicembre – Gennaio – Febbraio – aperto per gruppi solo su prenotazione
Marzo – Ottobre – Novembre – Domenica 10:00 – 17:00
Aprile – Maggio – Giugno – Settembre – Domenica 10:00 – 18:00
Luglio – Agosto – Domenica 16:30 – 20:30
Aperto tutto l’anno su prenotazione per gruppi di almeno 15 persone

Il Sito Paleontologico è raggiungibile in auto arrivando al Villaggio del Pescatore e seguendo la cartellonistica dedicata.
E’ disponibile un ampio parcheggio gratuito sul piano della ex cava preso la Baia degli Uscocchi che dista circa 150 mt di strada bianca dall’entrata del Sito Paleontologico.
Da Trieste è possibile raggiungere il Villaggio del Pescatore con la tratta urbana del Bus 44: Piazza Oberdan – San Giovanni del Timavo.

Fonte: https://cooperativagemina.com

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Periodo Storico: Preistoria
Localizzazione Geografica
Visualizzazione delle schede relative a contesti archeologici visibili nell'arco di 5 km dalla località di partenza