duino aurisina

L’evidenza si riferisce a una tomba ad inumazione, con fondo realizzato in spezzoni accostati di tegole, che fu individuata e parzialmente distrutta nel 1969, nel corso dei lavori di posa in opera dell’acquedotto sottomarino di Trieste. L’inumato, del quale furono recuperate pochi frammenti di ossa, si presentava supino.
Il corredo funerario si componeva di una lucerna tipo Firmalampe con bollo SERENI, frammentaria, della quale era riconoscibile il disco con borchiette ancora dotate di foro passante, e di un’altra lucerna dello stesso tipo, rinvenuta in frammenti. Completava il corredo una piccola pisside in bronzo, cilindrica, del diametro di 4 cm per un’altezza di 3 cm. Un chiodo a testa quadra, rinvenuto nel riempimento, può forse alludere alla presenza di una cassa lignea.
Venne alla luce anche una seconda tomba, che era invece ad incinerazione. Anch’essa andò distrutta nel corso dei lavori per la posa dell’acquedotto; rimane solo l’urna cilindrica, senza il coperchio.
Il sito è ubicato “lungo la via postale”, vicino all’intersezione di questa con il tracciato dell’acquedotto sottomarino. Attualmente non è rintracciabile con certezza.
L’area funeraria probabilmente apparteneva ad una necropoli più ampia, estesa nel promontorio di Bratina e collegata al passaggio della strada che da Locavaz portava verso Sistiana.
Il tipo di lucerna Firmalampe, che ancora conserva i fori passanti per la sospensione, induce a datare la tomba ad inumazione in una fascia cronologica nell’ambito del I secolo d.C. Alla stessa epoca rimanda la tomba ad incinerazione.

Bibliografia:
Andreolotti S., Faraone E. Schmid A., Stradi F. Rilevamento delle tracce di una rete stradale preromana e romana presso le risorgive del Timavo, in Atti e Memorie Commissione Grotte “E. Boegan”, Trieste 1969.

Fonte:
https://patrimonioculturale.regione.fvg.it/

Periodo Storico: Età Romana
Localizzazione Geografica
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