faedis

Nel vecchio cimitero all’interno di Borgo San Pietro, sulla strada che porta a Canal di Grivò, in un’area recintata da un muretto, sorge la chiesetta di San Pietro degli Slavi, la cui costruzione risale al XIII secolo, consacrata da Pietro Giovanni vescovo di Zara al principio del 1300. L’antichità della chiesetta è attestata da numerosi documenti trecenteschi riguardanti, in particolare, i lasciti effettuati da parte dei nobili del paese.
L’appellativo “degli Slavi” si deve al fatto che fu edificata dagli abitanti dei paesi delle montagne attorno a Faedis, che erano di origine slava. La particolare forma dell’edificio e le caratteristiche stilistiche fanno sì che la chiesa possa essere inserita tra le costruzioni realizzate dagli artisti slavi della scuola di Skofja Loka, caratterizzata dal gusto tardogotico di ispirazione carinziana con influenze del gusto locale. Viene in particolare attribuita alla cerchia di Andrea di Lack o dei suoi aiutanti.
L’edificio venne ricostruito ed ampliato a partire dal XV secolo anche a causa dei danni subiti dai terremoti del 1348 e 1511. A quest’epoca risale la facciata. Sul colmo della facciata vi è una monofora campanaria. La facciata è divisa in due piani da una cornice sotto la quale vi è la porta d’ingresso rettangolare sormontata da una lunetta semicircolare e protetta da un portico ad arco ribassato con due colonne. Sopra la cornice vi è un arco iscritto sulla facciata. Ai lati della porta si trovano due finestre con arco a tutto sesto.
Sul fianco destro si trova una porta secondaria ed una seconda sullo stesso fianco del coro. A destra del coro vi è una finestra rettangolare e sulla parete di fondo del coro un occhio. La muratura è in pietre squadrate e la copertura in coppi.
faedisL’interno è ad aula rettangolare con soffitto con travi a vista terminante in un’abside poligonale. Il presbiterio è sopraelevato di un gradino con un’arcata ogivale in pietra. La volta è a sette vele, decorata da una rete di costoloni sostenuti da peducci a forma di testa umana. Alle intersezioni dei costoloni vi sono medaglioni con la figura della Madonna con bambino, del Volto di Cristo, di San Pietro con le chiavi e la Figura del sole. La pavimentazione è in lastre di pietra locale disposte a losanga. L’edificio subì vari danni durante il sisma del 1976 e venne successivamente restaurato.
All’interno si conservava un altare ligneo di taglio rinascimentale, opera di Giovanni Martini e risalente al 1522, attualmente collocato per ragioni di sicurezza nella chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta a Faedis (vedi foto in galleria) dopo il restauro concluso nel 1993. Nel ripiano superiore dell’altare sono collocate le statue di Sant’Elena, di Santa Maria Maddalena, della Madonna con Bambino, mentre in quello inferiore vi sono le figure di San Pietro, di San Giovanni Battista e di San Giacomo.

Bibliografia:
– Marchetti Giuseppe (a cura di Gian Carlo Menis). Le chiesette votive del Friuli. Società filologica friulana. Arti Grafiche Friulane 1990
Le guide del Friuli-Venezia Giulia. 6 La provincia di Udine. Colline e Valli del Torre. Provincia di Udine. Cooperativa Alea Udine 1997
– Chiese Italiane: http://www.chieseitaliane.chiesacattolica.it/chieseitaliane/AccessoEsterno.do?mode=guest&type=auto&code=68416

Autore: Marina Celegon

Galleria immagini:

Periodo Storico: Basso Medioevo
Localizzazione Geografica