Nel corso degli scavi avviati nel 1923 fra le rovine della chiesetta del Sacro Cuore di Mainizza, frazione della città di Farra d’Isonzo, emersero resti archeologici (per lo più fittili e frammenti lapidei) che mostrano l’esistenza di un contesto abitativo di epoca romana. Non sorprende la posizione scelta in quanto si trova in diretto contatto con il ponte, noto come Pons Sontis, che ha avuto una funzione rilevante fino all’altomedioevo. L’area della Mainizza, infatti, deve la sua crescita, durante l’epoca romana, alla presenza di una delle principali vie di comunicazione che partivano da Aquileia.
Si tratta fondamentalmente di un importante punto strategico per il controllo politico, militare e commerciale dell’area.

I resti rivenuti sono riferibili ad un nucleo abitativo che, considerata la sua posizione, doveva ospitare un corpo di guardia, una dogana ed una stazione di sosta per i viandanti ed i commercianti. Quest’ultima caratteristica porta ad identificare l’area abitata come una “mansio” che doveva essere caratterizzata da numerosi ambienti adibiti ad offrire diversi servizi.
In particolare, durante gli scavi degli anni ’30, sono state portate alla luce le fondamenta di un edificio rettangolare caratterizzato da alcune tubature per lo scorrimento delle acque e tre vasche di diametro diverso; questa scoperta ha portato all’interpretazione dell’edificio in quanto stabilimento termale dotato delle tre vasche caratteristiche delle terme romane: frigidarium, tepidarium e calidarium.
L’area ha restituito anche un notevole numero di monete in bronzo in rame di età imperiale (riferibili in particolare a Tiberio, Claudio, Adriano, Diocleziano).
La scoperta più significativa di tutte risale alla fine dell’Ottocento quando, all’interno della chiesetta, venne ritrovata una lastra di pietra decorata con l’immagine del dio fiume che rappresenta la più antica documentazione del nome latino del fiume Isonzo, Aesontius, datata agli inizi del III secolo d.C. (oggi conservata al museo archeologico di Aquileia).

Bibliografia e link utili:
– Magnani, F., Banchig, P.,Ventura, P. 2005. “Il ponte romano alla Mainizza e la via Aquileia Emona”. In Aquileia Nostra, Anno LXXXVI.
– Ventura, P. 2003. “La mansio della Mainizza (GO): viabilità e idrografia nel bacino dell’Isonzo”. In Guidi, F. (a cura di) Adriatica. I luoghi dell’archeologia dalla preistoria al medioevo (Mostra documentaria, Ravenna, 5 luglio – 3 agosto 2003), Ravenna, p. 21.
https://raptor.cultura.gov.it/mappa.php

Immagini:
– Ortofoto: https://raptor.cultura.gov.it/mappa.php
– Ricostruzione della stazione di sosta: https://archeologiavocidalpassato.com/tag/mansio/

Autore: Martina Caliendo.

Periodo Storico: Età Romana
Localizzazione Geografica
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