
L’area di terreni arativi situata appena fuori dal centro di Villanova, frazione della città di Farra d’Isonzo, è stata per lungo tempo oggetto di periodiche campagne di scavo, di tipo ricognitivo, da parte della Sovrintendenza Archeologica del Friuli Venezia Giulia (SAFVG).
Nel corso degli anni le ricognizioni, tra le quali sono da ricordare le indagini di Decossi del 1943, hanno portato alla luce un esteso sepolcreto che copre un esteso arco cronologico. Si tratta, in particolare, di tredici tombe ad inumazione: tre con scheletri isolati, due danneggiate dai lavori agricoli e sette integre. All’interno delle ultime sepolture sono stati estratti undici coltelli, un cilindro di ferro ed un disco di osso che hanno portato all’attribuzione del contesto archeologico ad una popolazione autoctona di età longobarda.
In seguito, ulteriori lavori agricoli nel terreno adiacente hanno portato alla luce altre otto tombe ad inumazione databili tra il II ed il IV secolo d.C.; l’ipotesi più probabile è che queste ulteriori sepolture appartenessero alla popolazione romana residente nei pressi della stazione, oggi nota come “mansio ad Pontem Sonti”, situata all’altezza del ponte sull’Isonzo.
Bibliografia e link utili:
– Callegher, B, G. 2010. “Ritrovamenti monetali di età romana nel Friuli Venezia Giulia. Provincia III: Gorizia”. In Gorini, G (a cura di) Ritrovamenti monetali di età romana nel Friuli Venezia Giulia. Trieste.
– Degrassi V. 1994. “Villanova di Farra. Sepolcreto tardoromano-altomedievale” AqN, 65, coll. 374-376.
– Maselli Scotti, F., Degrassi V. 1989. “Villanova di Farra. Sepolcreto tardoromano e altomedievale”. AquilNost, 60, coll. 341-3.
– Maselli Scotti, F., Degrassi V. 1989. “Villanova di Farra. Sepolcreto tardoromano e altomedievale”. AquilNost, 61, coll. 357-358.
Fonte: https://raptor.cultura.gov.it/mappa.php
Immagine: ortofoto: https://raptor.cultura.gov.it/mappa.php
Autore: Martina Caliendo.




