Il nucleo originario della chiesa era un piccolo oratorio in stile gotico, costruito all’incirca nel XV secolo, forse su una chiesa più antica. Della chiesa del XV secolo si conserva una parte corrispondente al fondo dell’attuale navata destra.
Un’altra delle chiese di Pinzano, quella di San Nicolò che si trovava nella cinta del castello, era più antica. Quando il castello e la chiesa di San Nicolò andarono in rovina e vennero smantellati, molti arredi sacri e molte opere d’arte furono trasferiti da San Nicolò alla chiesa di San Martino.
Una lapide proveniente da San Nicolò, con una data riconducibile all’XI secolo, fino al sisma del 1976 si trovava sull’architrave della porta laterale sinistra della chiesa di San Martino ed aveva portato a ritenere che quest’ultima risalisse a tale epoca. Per altri autori invece, considerato che il nucleo abitativo di Pinzano aveva dimensioni che non avrebbero giustificato l’esistenza di una seconda chiesa di una certa dimensione oltre a quella già presente nella cerchia del castello, la più antica chiesa di San Martino venne costruita solo nel XV secolo.
Quello che è certo è che tra la fine del XIV e l’inizio del XV secolo Pinzano, divenuta nel frattempo feudo dei Savorgnan, vide un notevole aumento della ricchezza locale e della popolazione il che rese necessaria una chiesa di una certa dimensione all’interno dell’abitato. Nel corso del secolo XVI la chiesa di San Martino acquistò sempre maggior importanza tanto che venne commissionata a Giovanni Antonio de’ Sacchis, detto il Pordenone, una serie di affreschi, realizzati a più riprese tra il 1525 e il 1534.
Successivamente, nel 1680, la chiesa venne ulteriormente ampliata raggiungendo le attuali dimensioni e nel 1745 ulteriori modifiche conferirono al tempio l’attuale facciata ed il suo aspetto interno a tre navate. Queste ripetute modifiche provocarono la sicura perdita di parte degli affreschi realizzati dal Pordenone che, in origine, dovevano essere più estesi.
Nelle modifiche del settecento, il grande portale, datato 1508 ed opera del lapicida Carlo Da Carona, venne mantenuto al centro della facciata. Negli stessi anni venne elevato l’attuale campanile, separato dalla chiesa ed oggi sull’altro lato della strada. Sopra l’antico portale nel 1934 venne collocato un mosaico con l’immagine di San Martino. Ai lati dell’ingresso principale si aprono due porte di uguali dimensioni. La copertura dell’edificio è in coppi. L’interno si presenta a tre navate con pavimento in seminato alla veneziana. Dopo il ripristino dei danni apportati dal terremoto del 1976, la chiesa è stata da ultimo restaurata nel 2004.
Nonostante il suo aspetto esterno settecentesco la chiesa conserva all’interno opere più antiche, in particolare gli affreschi realizzati dal Pordenone, certamente il maggior artista friulano del Rinascimento ed uno dei più importanti “frescanti” italiani della prima metà del Cinquecento. Nato intorno al 1483 – 1484, nel corso del primo decennio del nuovo secolo fu attivo soprattutto nello spilimberghese.
Nel 1525 il Pordenone esegue a fresco nell’attuale navata di destra una Madonna col Bambino. La scena è dipinta a fresco riproducendo la sagoma di un altare in pietra. L’immagine della Madonna è sollevata da terra ed appoggiata ad un finto basamento che riproduce in pittura uno zoccolo di pietra e finto marmo e, al di sopra una struttura, con due colonne e copertura triangolare, all’interno della quale la Vergine è rappresentata in trono con il bimbo in piedi sulle ginocchia in atteggiamento benedicente. Al di sopra due angioletti tengono sospesa una corona mentre altri due le sollevano ai lati il manto al di sotto del quale vi sono due gruppi di fedeli inginocchiati. Sulla base del trono un’iscrizione in latino riporta i nomi dei committenti e la data 1525.
Dopo alcuni anni “il Pordenone” venne nuovamente chiamato per affrescare, presso l’allora Cappella di San Sebastiano, il Martirio del santo. Nei documenti della Confraternita di San Sebastiano sono riportati i primi pagamenti per i materiali nel 1527; anno nel quale il pittore iniziò l’opera, mentre altri pagamenti risalgono agli anni 1534 e nel 1535 nei quali venne probabilmente conclusa. L’affresco oggi è visibile in fondo alla navata laterale destra della chiesa. L’episodio principale mostra San Sebastiano, addossato ad un pilastro e sovrastato da un angelo che gli regge la corona. Il martire è affiancato a sinistra da San Rocco, patrono della pieve, che esibisce con un gesto pacato la piaga, e da Santo Stefano, invocato contro la pestilenza. A destra si vedono San Nicola e San Michele Arcangelo che, coperto da una lucente corazza e con la bilancia in mano, trafigge un demonio dalle zampe palmate. Sul fondo si apre un ampio panorama con monti lontani.
La decorazione a fresco si estendeva anche sulla parete destra della cappella, dove si intravedono ancora tracce di un San Martino e di una Processione della Confraternita. Sulla stessa parete ai lati della porta, evidentemente creata in un momento successivo, si intravedono i resti di una figura di Sant’Antonio Abate riconoscibile dalla campanella e dal bastone.
Sui piedritti dell’arco che separa la cappella di San Sebastiano dalla navata centrale, sono raffigurati alcuni santi. San Floriano, invocato contro le epidemie degli animali e gli incendi, rappresentato con il secchio in mano nell’atto di spegnere il fuoco e nel volto del quale, secondo alcuni, è da ravvisarsi l’autoritratto dell’artista. Al di sopra Santa Lucia, raffigurata con gli occhi nel piatto e la palma del martirio. Di fronte Sant’Urbano I papa, con la tiara e il pastorale e, al di sopra, Sant’Apollonia che tiene in mano la tenaglia, strumento del suo martirio. Questi affreschi sono ritenuti una tra le più importanti testimonianze dell’attività pittorica del Pordenone, prima del suo trasferimento a Venezia.
Dopo il terremoto del 1976, quando la chiesa subì notevoli danni, molte delle opere presenti e che si erano salvate, vennero trasportate presso il Museo di Pordenone per poi gradualmente rientrare dopo i restauri.
Nella navata sinistra si vede un altare con un gruppo ligneo formato dalle figure della Madonna addolorata, di San Giovanni e delle due Marie al di sotto di un Crocifisso. Quest’ultimo è attribuito al bellunese Andrea Brustolon, noto scultore ed incisore che operò in varie località del Veneto a cavallo tra il XVII e il XVIII secolo, le altre figure sono ritenute della sua scuola. Sempre nella navata sinistra all’interno di una cornice in legno intagliata e dipinta, vi è un dipinto con la Madonna in trono con il bambino e Santi di autore di ambito veneto del XVI secolo. Queste opere provengono dalla scomparsa chiesa di San Nicolò in castello.
L’altare maggiore venne realizzato dai fratelli Comiz (1750-1760 ca.) e contiene all’interno una pala con l’Estasi di Sant’Antonio dipinta da G.A. Guardi (1745 ca.). Gli affreschi della cupola del coro, danneggiati nel 1976, sono di scuola veneta dell’ultimo settecento. Tra gli altri dipinti presenti si distinguono uno «Sposalizio mistico di Santa Caterina e una «Pentecoste», pale di scuola veneta o tolmezzina del XVII secolo.
L’organo, di scuola veneta, risale invece alla prima metà del XIX secolo ed è collocato nella cantoria sopra la porta maggiore. Al di sopra dell’organo sono collocate una statua lignea danneggiata con l’Elemosina di San Martino e due statue di angeli. Il battistero in pietra a coppa è coperto da una cupola in legno dipinta.

Fonti
 – Boni de Nobili Francesco. Guida ai luoghi e alle opere di Giovanni Antonio de’ Sacchis detto il Pordenone nella Provincia di Pordenone Dario de Bastiani Editore Vittorio Veneto 2015
– Fantin Enrico, Tirelli Roberto (a cura di) Le chiese lungo il Tagliamento. Segni della cristianità in Friuli. La Bassa 2006
– Furlan Caterina. Il Pordenone e Giovanni da Udine: artisti friulani e “universali” in Pastres Paolo (a cura di) Arte in Friuli dal Quattrocento al Settecento. Società Filologica Friulana, Udine 2008
– Zecca Gian Domenico. La Chiesa di San Martino a Pinzano al Tagliamento. In: Sot la nape, a.29, n.3-4 (lui-dicembar 1977)
– Sito Chiese italiane http://chieseitaliane.chiesacattolica.it/chieseitaliane/schedaca.jsp?sercd=65627
– Sito IPAC http://www.ipac.regione.fvg.it/aspx/ViewRicerchePercTemRicAppr.aspx?idsttem=6&idAmb=120&TSK=F&C1=SGTI%7CSGT%7CEdifici+religiosi%3A+chiesa%2C+San+Martino%3B+Pinzano+al+Tagliamento&START=1

Indirizzo: Viale Vittorio Veneto, 33094 Pinzano Al Tagliamento PN
Data ultima verifica: marzo 2022
Info: la chiesa è aperta in occasione delle funzioni

Autore: Marina Celegon

Galleria immagini: Marina Celegon.

 

Periodo Storico: Basso Medioevo
Localizzazione Geografica