
La zona del Passo Pramollo è nota per rinvenimenti mesolitici già dagli inizi degli anni ’80 del secolo scorso, quando vennero effettuati alcuni recuperi a sud-ovest del Lago, presso le pendici del Monte Madrizze. Ricognizioni effettuate tra il 2003 e il 2005 hanno riconosciuto la frequentazione mesolitica in più aree prossime al lago: manufatti sono stati raccolti in coincidenza di Dosso Chiesa, Dosso Rododendri e a sud di quest’ultimo.
Le recenti indagini di scavo in località Dosso Confine hanno accertato una rifrequentazione del sito in età romana e in età medievale, evidentemente per il suo carattere di punto di passaggio e collegamento tra due versanti alpini.
Insediamento stagionale preistorico, raccolta programmata di superficie, 1982.
Presso il lago artificiale (F14 I SO, 46°33’32″N, 0°49’42″E, m 1551) sono stati trovati un bulino in selce ed alcune schegge appartenenti ad un’industria litica del Mesolitico recente (metà del VI-V millennio), in deposito al Museo di Storia Naturale di Udine.
Bibliografia:
BRESSAN 1984, p.39 ss.; GIORGESSI 1991-92, p.173.
Vedi anche: Pramollo. Un accampamento stagionale di cacciatori preistorici. Andrea Pessina, in Gortania n. 27 (2005).
Pramollo – Dosso confine: Ricerche 2004-2005. Un accampamento stagionale di cacciatori preistorici, Andrea Pessina, in Gortania n. 27 (2005).
Vengono presentati i primi dati raccolti a Pramollo – Dosso Confine (Pontebba, Udine, m. 1530 s.l.m.) nel corso degli scavi che hanno interessato una superficie di 39 mq.
L’industria litica risulta realizzata principalmente in selce locale e, in piccola parte, in cristallo di rocca di provenienza esotica. L’analisi della distribuzione dei materiali evidenzia la presenza di aree specializzate: un’area per la lavorazione del cristallo e un’area per la scheggiatura della selce e la preparazione delle armature.
I materiali litici, ancora in corso di studio, paiono riferibili alla fine del Paleolitico superiore o, come indicherebbe una datazione C14, alla fase antica del Mesolitico (Sauveterriano).



