La necropoli individuata a Braida dell’Istituto è una delle quatrtro aree destinate ad accogliere i resti degli uomini, delle donne e dei bambini che abitavano nel castelliere di Pozzuolo. Essa fu in uso tra la metà dell’VIII fino agli inizi del V sec. a.C. Il nucleo più consistente di tombe si datano tra il tardo VII e gli inizi del VI sec. a.C. Il rituale funerario che vi si praticava prevedeva la cremazione della salma vestita con una parte del corredo personale e la raccolta delle ossa combuste, dei carboni, delle ceneri e dei frammenti degli oggetti, secondo una modalità diffusa nell’area alpina sud-orientale. Dall’Austria e alla Slovenia proviene il costume di deporre armi di offesa all’interno delle sepolture, armi rese non funzionali o il cui numero non raggiunge mai quello della tipica dotazione di un guerriero. Per quel che riguarda la tipologia dei manufatti molti confronti rimandano ai gruppi hallstattiani stanziati a nord e a sud-est delle Alpi. Ad essi si accostano, assieme a influssi dal vicino mondo veneto, apporti dall’area picena, in special modo per le tombe di più alto rango, sia maschili che femminili, che cominciano ad emergere tra la fine del VII e il VI sec. a.C. e che testimoniano l’avviarsi di quel processo di radicata differenziazione sociale che in Friuli non fece in tempo a concludersi e che in altre zone d’Italia portò alla nascita delle città.

Nelle zone pianeggianti situate a Sud, a Nord e a Nord-Est dei due castellieri di Pozzuolo sono state riconosciute quattro necropoli ad incinerazione (loc. Braida Roggia, Selve, Fontane, Braida dell’Istituto), che verosimilmente erano utilizzate dagli abitanti nella fase di massimo sviluppo dell’insediamento. Di queste è stata indagata estensivamente quella in località Braida dell’Istituto, la più meridionale.
Nel corso di una serie di scavi (1980-1987) sono state portate alla luce oltre 180 tombe databili tra l’VIII e il V sec. a.C. L’estensione esatta della necropoli non è nota a causa delle arature che ne hanno asportato una porzione non precisabile.
Tutte le sepolture rinvenute, ad eccezione di due, erano ad incinerazione e si trovavano collocate lungo una fascia N-S. Erano disposte a gruppi, probabilmente costituiti secondo vincoli familiari. Resti di accumuli di ciottoloni, in alcuni casi, sono stati interpretati come segnacolo, visibile in antichità sul terreno per indicare i gruppi di tombe.
Sono state riscontrate diverse tipologie di tombe. I resti del defunto, insieme alla terra di rogo e al corredo potevano essere stati direttamente deposti all’interno di semplici buche circolari, scavate nel terreno ghiaioso; oppure, le ossa combuste, la terra di rogo e gli oggetti di corredo erano stati sistemati all’interno di un vaso-tomba in ceramica (di varie dimensioni), a sua volta deposto in fossa. In alcuni casi, labili tracce fanno supporre che sopra il vaso vi potesse essere stata una lastra litica. In una sola occasione il vaso-tomba era stato inserito all’interno di una cassetta di lastre litiche.
I corredi non erano molto ricchi e comprendevano oggetti di ornamento (spilloni, fibule) e, nel caso di sepolture maschili, armi, soprattutto in ferro (cuspidi di lancia, asce, coltellacci). I corredi dei defunti di alto lignaggio presentavano anche elementi di bardatura equina. In molti casi è attestata la frammentazione rituale sia per armi che per vasi di bronzo o oggetti ornamentali come bracciali e collari.
Nel corso delle indagini furono rinvenute anche due sepolture risalenti all’epoca giulio-claudia.
Gli oggetti recuperati dalla necropoli sono conservati presso il Museo Nazionale di Aquileia.

 

Tazza monoansata, ambito hallstattiano sud-orientale, VII VI a.C

Bibliografia:
– AA.VV., Cjastelirs, Tumbaris, Mutaris … viaggio tra i contadini-guerrieri di un Friuli protostorico, Comune di Mereto di Tomba, Alessandro D’Osvaldo Editore, 2018
– AA.VV. La vita quotidiana nei villaggi protostorici – La vita quotidiana nei villaggi protostorici
AA.VV. VENETO E FRIULI VENEZIA GIULIA, Guide Archeologiche – Preistoria e protostoria in Italia – n. 7 – Pozzuolo del Friuli (Udine), al XIII Congresso Int. Scienze Preistoriche e Protostoriche, Forlì 1996, Edizioni ABACO, pp. 235-245.
– Adam et alii 1983-1984; Càssola Guida – Montagnari Kokelj – Ruaro Loseri 1984, pp. 61-2, Pozzuolo del Friuli 1980; Càssola Guida, Vitri 1995; Corazza, Cosenzi 1987; Vitri 1983B, pp. 198-203.

Fonte:
DVD – Terre di Castellieri – Archeologia e Territorio nel Medio Friuli – Sezione B – L’età protostorica – SIAE – cre@ttiva 2004.

Info: Via Luigi Petri – 33050 Pozzuolo del Friuli UD

Periodo Storico: Protostoria
Localizzazione Geografica
Visualizzazione delle schede relative a contesti archeologici visibili nell'arco di 5 km dalla località di partenza