A sud di Santa Petronilla, lungo il corso del Sestian, è documentata una successione pressoché ininterrotta di affioramenti prevalentemente radi e dispersi, con localizzate concentrazioni, di industria litica neolitica e di resti ceramici del Bronzo recente, sostanzialmente senza soluzione di continuità fino alla località Rosco; si rileva inoltre una dispersione, maggiormente
addensata in più raggruppamenti isolati, di materiali romani. Uno dei principali tra questi è localizzato immediatamente a sud del Ponte dei Spinei, che varca il Sestian in località Pradival.
Alcuni rinvenimenti sono stati effettuati nel terreno immediatamente a sud del ponte, sulla sponda orientale del fiume, e sono pervenuti con l’indicazione Cjamp dal predi, cioè Campo del prete: il terreno in questione infatti fino al 1986 apparteneva – come ricostruito da L. Rossi – alla parrocchia di Savorgnano, in seguito venne permutato con un terreno adiacente al lato meridionale dell’abside di Santa Petronilla.
Oltre alla fibula recuperata da Pietro Ceolin, in questo terreno vennero raccolte selci da parte di Ceolin, Alessandro Castelli e Luigi Rossi.
Il terreno adiacente a sud e quello corrispondente sulla sponda occidentale del Sestian hanno restituito abbondante materiale di età romana: la località, variamente indicata (Ponte dei Spinei; a sud Ponte dei Spinei; sud Pradival; Braidate), è documentata da vecchie raccolte (inv. 112.318-112.319; 112.378-112.380) e ha restituito all’inizio degli anni 2000 numerosi laterizi (anche con bollo [L VE]D CE[RIAL]), tessere musive bianche e nere, ceramica (ceramica grigia, vernice nera, terra sigillata, terra sigillata chiara, ceramica grezza, anforacei, elementi per suspensurae).
È stato recuperato inoltre circa un centinaio di frammenti di crustae marmoree.
Il sito sembra quindi riferibile ad una villa rustica, attiva verosimilmente dal I secolo a.C. alla media o tarda età imperiale. Il medesimo sito ha restituito alcune selci e una decina di frammenti del Bronzo recente: rimane impossibile determinare se si tratti di materiale dislocato dai campi adiacenti o se provenga da livelli antropici preromani incisi dalle arature che hanno distrutto le evidenze romane.

Fonte:
– Giovanni Tasca, Schede dei siti documentati nel catalogo, in Metalli antichi del Museo di San Vito al Tagliamento: l’età romana e altomedievale, di Annalisa Giovannini, Giovanni Tasca, p. 12.

Bibliografia:
Rossi 2007, SV6; Destefanis, Tasca, Villa 2003 sito n. 44 (Dx e Sn Sestian); Destefanis 1999, sito n. 88

Periodo Storico: Età Romana
Localizzazione Geografica