La grotta si trova nei pressi dell’abitato di Borqo Grotta Giqante. E’ una piccola cavità, che si apre in una dolina, composta da un’unica gallerìa orizzontale. La grotta si raggiunge percorrendo una carrareccia che corre parallela alla linea ferroviaria a ovest di Borgo Grotta Gigante.
L’ingresso fu messo in luce durante gli scavi iniziati nel 1962 e proseguiti fino al 1967, e il suo nome deriva da un guscio di tartaruga rinvenuto in uno degli strati più superficiali.

Archeologia – Scavo stratigrafico 1962-67 – neolitico – protostoria-età del ferro
Materiali ceramici: recipienti profondi a pareti convesse e bocca ristretta con orlo semplice, talora con decorazione incisa anche complessa e talora anche con tacche sull’orlo; recipienti profondi a pareti cilindriche, di cui 1 con orlo decorato a tacche e 3 bugne impostate sul corpo; 3 recipienti profondi a pareti rientranti e orlo distinto, in 1 caso semplice, in 2 leggermente ingrossato, con decorazione plastica sulle pareti; 2 recipienti profondi a collo; numerose scodelle prevalentemente a profilo emisferico, anche con decorazione incisa complessa; 1 grande scodella carenata su alto piede; 1 cucchiaio con corto manico ricurvo; anse di varia tipologia, in 1 caso a maniglia impostata su scodellone; fondi per lo più su piede, in 1 caso su alto piedestallo
2 recipienti apparentemente profondi a pareti rientranti, in un caso con doppia sequenza lineare di impressioni tondeggianti sotto l’orlo, nel secondo con cordone impresso a breve distanza dall’orlo; 1 recipiente profondo a collo e orlo probabilmente svasato, e altro frammento forse attribuibile allo stesso tipo di vaso; 1 ciotola con orlo rientrante; 2 anse, 1 a nastro con impressioni che partono dagli attacchi inferiori ed 1 frammento mediano a sezione triangolare con decorazione complessa incisa riempita di pasta bianca
1 recipiente forse profondo a collo, con cordone plastico digitato al passaggio fra spalla e collo; 2 anse a nastro e 1 presa; 1 fondo piano; 2 frammenti decorati con incisioni parallele
Materiali litici: circa 35 strumenti – fra cui grattatoi, troncature, lame-raschiatoi – e oltre un centinaio di manufatti non ritoccati in selce; 4 asce-scalpello in pietra levigata
1 bulino, 1 trapezio, 5 punta foliata, 12 lame ritoccate e 24 non ritoccate, 12 schegge ritoccate e non, 1 nucleo in selce; 1 lametta in ossidiana; numerosi manufatti in selce, ritoccati e non, 1 piccola scheggia in ossidiana
Materiali paleontologici: resti di animali domestici, pesci e molluschi
Materiali antropologici: 1 perone, 1 atlante, alcune vertebre dorsali
Materiali in osso/corno: 11 punte e 2 scalpelli in osso, 1 pubteruolo in osso
Bibliografia: Cannarella, Redivo 1978-81
Depositi materiale: Soprintendenza per i Beni Archeologici del Friuli-Venezia Giulia e Civici Musei di Storia ed Arte

Archeologia – Scavo stratigrafico – 1967-68 – Università di Pisa, Sop. Arch. FVG
Materiali litici: industria su selce – livelli inferiori (tagli 5-3): bulini, grattatoi corti cortissimi o discoidali, elementi a dorso talora bilaterale con troncatura obliqua, punte e lamette a dorso bilaterale, triangoli e semilune, microbulini; livelli superiori (tagli 2-1): bulini, grattatoi, trapezi, qualche romboide, lame ad incavi, microbulini
Materiali paleontologici: animali selvatici; molluschi terrestri (presenti sp. nei livelli inferiori) e marini (in aumento nei livelli superiori)
Bibliografia: Cremonesi 1984
Depositi materiale: Soprintendenza per i Beni Archeologici del Friuli Venezia Giulia

Fonti: https://criga.divulgando.eu/elenco.php
Tatiana Carpani, Resti umani nelle grotte del Carso Triestino, Università Trieste 1999.

 

 

 

 

Periodo Storico: Preistoria
Localizzazione Geografica
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