Risultati di grande interesse sono emersi dagli scavi effettuati nella località detta Broili (rilievo a quota m 560 circa), posta ai margini occidentali del pianoro di Illegio, in corrispondenza dell’unico sentiero di accesso dalla sottostante Valle del But.
Dagli scavi archeologici è emerso un pianoro con tracce di una complessa e compressa frequentazione, coeva agli edifici medioevali: sono state documentate buche di palo, costruzioni murarie a secco, fosse di stoccaggio per alimenti in un contesto di scavo particolarmente difficile. Dei due edifici principali, visibili ancora in alzato, l’edificio 2 dovrebbe essere di poco precedente all’edificio 1, ma tutta la frequentazione antropica medioevale dovrebbe concentrarsi in 2-3 generazioni; le datazioni al C14 per l’edificio 1 si concentrano tra il 1010 e il 1150, per l’edificio 2 leggermente precedente.
illegioL’edificio 2 ha struttura rettangolare (circa 4.5 x 6/6.5 metri) costruita con pietre, malta e intonaco, e traccia dell’innesto di una volta a botte; il pavimento era costituito da un battuto di argilla cotta con tracce di un focolare in un angolo a testimoniare un sicuro uso residenziale. Ci troviamo di fronte a una torre che però ebbe problemi di stabilità statica tanto che, quando era ancora in uso, fu inglobata in un terrapieno artificiale su tre lati per sostenerla.
L’edificio 1, anch’esso interpretato come torre, ma molto più ampia e solida nella struttura, ha misure 11 m x 7 m, con uno spazio interno utile di circa 45 metri quadrati, i cui alzati si conservano per circa 3 metri. Al di sotto di un potente strato di macerie (oltre 2 metri di spessore) si trovava un deposito archeologico poco stratificato a testimoniare una frequentazione intensa, ma piuttosto breve. Un carbone sottoposto all’analisi del C14 ha fornito una cronologia compresa fra 1010-1150 d.C. che corrisponde all’ultima frequentazione della torre, quando subì un devastante incendio e non venne più riedificata. Nell’ultima fase di attività antropica lo scavo ha messo in luce un forno in pietra e argilla scottata, utilizzato per la tostatura di semi (favino e pisello), trovati in gran quantità; sono state recuperati anche gusci carbonizzati di nocciole e di noci. È probabile che, come d’uso in tali costruzioni medioevali (si pensi alla torre del Castello di Cucagna a Faedis), l’ingresso avvenisse da una porticina al primo piano dove c’era la parte residenziale, mentre al piano terreno si svolgevano attività artigianali.
illegioLa vita dell’edificio, come detto, fu piuttosto breve e tra le testimonianze archeologiche si segnalano oltre a vari frammenti di contenitori in ceramica grezza, una pedina da gioco e frammenti di osso lavorato (applique decorative?, altro tipo di pedine da gioco ?). In particolare, gli ultimi studi sulla pedina hanno evidenziato che si tratta di uno scacco raffigurante un alfiere, probabilmente di ispirazione mediorientale, che aveva solo alcuni solchi e protuberanze per rispondere alla necessità di astrazione della arte islamica. Il gioco degli scacchi si diffuse in Europa per mezzo dei contatti con gli Arabi già nell’alto medioevo e, accanto ad alcuni pezzi più tradizionali, stilizzati come il nostro, nei secoli si diffusero quelli con forme più simili e articolate come quelle attuali.
Nel corso degli scavi sono stati individuati anche tracce di fondazioni di altri due edifici, ormai non più conservati in estensione, a causa del dissesto idrogeologico che nei secoli ha causato frane e smottamenti del rilievo del Broili (edificio 3 e 4).
È verisimile che nel pianoro vicino, utilizzato dagli Illegiani come ortivo ancora oggi, venisse praticata un’agricoltura i cui prodotti venivano stoccati e gestiti in quest’area da qualche maggiorente, di cui però i documenti storici non dicono nulla. Infatti mancano documenti storici coevi agli edifici individuati (la prima attestazione dei domini de Legio è del 1176), tuttavia è possibile immaginare che vi fosse una famiglia nobile che gestisse il territorio, sfruttandone soprattutto la vocazione agricola, ma fosse anche in qualche modo acculturata, come testimonierebbe la presenza dello scacco. Grazie alla datazione del C 14 che rimanda all’XI-inizi XII secolo possiamo solo ipotizzare di inserire il contesto fortificato del Broili all’inizio del Patriarcato di Aquileia con nobili di origine germanica che si erano insediati in Friuli già dal X secolo e che avevano visto il più celebre rappresentante nel patriarca Poppone di Treffen (1019-1042).

illegioBibliografia recente:
– Aurora Cagnana, Eliana Bertamoni†, Elisabetta Castiglioni, Roberto Degano, Piermassimo Ghidotti, Paola Greppi, Enrico Roncallo, Filippo Rosset, Mauro Rottoli, Marco Vignola, Accumulare e difendere nelle Alpi Carniche dell’XI secolo: gli scavi nel sito fortificato del ‘Broili’ di Illegio, in Archeologia Medioevale 2019, XLVI, pp. 97-119.

Autore: Giovanni Filippo Rosset

Periodo Storico: Alto Medioevo
Localizzazione Geografica