La storia documentaria di Imponzo, a Tolmezzo, inizia nel Medioevo. Imponzo risulta dipendente dalla Pieve di San Floriano d’Illegio, come attestano pergamene parrocchiali del XIV secolo. In particolare, fonti ecclesiastiche del 1300 riportano la “pieve matrice di San Floriano d’Illegio e Imponzo”.
La chiesa parrocchiale, dedicata a San Bartolomeo Apostolo, è citata ufficialmente in un documento del 1336.
Edificio di impianto basilicale a tre navate, in ambiente alpestre, orientato, su terrazzamento adibito a cimitero; presbiterio rettangolare di volume più basso e di larghezza maggiore rispetto alla navata centrale.
Lungo le facciate della navata principale due finestre rettangolari con un oculo centrale; lungo le facciate delle navate laterali due finestre rettangolari. Portale lapideo architravato su due gradini con sovrapposta piccola epigrafe litica, affiancato da due finestre rettangolari dalla cornice lapidea.
Interno tripartito da tre arcate in masselli litici su pilastrini litici; navata centrale a soffitto piano e navate laterali dal soffitto tripartito a vele su peducci con un altare nel fondo. Il presbiterio sopraelevato di due gradini prospetta con l’arcosanto a tutto sesto e chiave di volta su pilastrini laterali.

Sul piano archeologico, l’area di Imponzo presenta tracce di popolamento molto antiche: nel 1874 durante lavori di scavo ai piedi del Monte San Floriano (proprio ad Imponzo) fu ritrovata un’ascia in bronzo databile all’età del Bronzo finale/inizio Ferro (X–VIII sec. a.C.). Queste evidenze confermano una frequentazione del territorio almeno dall’età del Ferro.

L’economia locale, come in altri borghi carnici, era tradizionalmente basata su agricoltura montana ed allevamento, affiancata da attività forestali (legname) ed artigianato rurale (mulini, segherie).
Fonti demografiche analitiche evidenziano un forte fenomeno migratorio nei secoli XVII–XVIII: molti abitanti di Imponzo si recavano stagionalmente all’estero, e tra di loro gli uomini erano numerosi “fustagnari” (mercanti/tessitori di stoffe) e sarti. Ciò suggerisce che nel borgo fosse diffuso il lavoro tessile-artigianale, parte della filiera dell’abbigliamento carnico.

DMF

Periodo Storico: Basso Medioevo
Localizzazione Geografica
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