La villa si sviluppava per circa 200 m di lunghezza lungo la costa, con orientamento NO-SE.
Secondo l’ipotesi più recente (Fontana 1993; Fontana 2001) il complesso si articolava in 4 nuclei distinti, comprendenti un nucleo centrale, un giardino, le strutture prospicenti il mare e la cd. “palestra” con annesso ninfeo.
Il primo nucleo comprendeva gli ambienti di servizio, due piccoli impianti termali, l’atrio, il peristilio e i vani ad esso connessi. Il secondo settore comprendeva non solo il giardino vero e proprio, ma anche gli ambienti rivolti sulla porticus che lo circondava. Del terzo settore facevano parte gli ambienti direttamente affacciati sul mare, la grande esedra e il padiglione sul mare. Infine, del quarto settore, quello della palestra e del ninfeo, facevano parte l’esedra con cortile scoperto e l’ambiente termale.
Si distinguono varie fasi edilizie: alla prima (in opera quadrata) appartengono gli ambienti che gravitavano sull’ambulacro B, sul portico aperto verso il mare, la cucina, la latrina, la piscina c, il peristilio U (che si disponeva a SE dell’atrio G’, ma con una diversa disposizione dei vani). Essi sono caratterizzati da una decorazione pavimentale omogenea in cui prevalgono gli scutulata con bordura in tessere rosse. Alla stessa fase appartiene anche la realizzazione del giardino nel quale è stata rinvenuta una torretta a pianta quadrata (giardino turrito?). La seconda fase degli inizi del I d.C. comprende il peristilio con colonne in laterizio e gli ambienti su esso aperti e, forse, l’ambiente T’ e l’avancorpo sul mare C”. Risalgono probabilmente a questa fase anche la costruzione del padiglione C’ a spese dell’ambiente a’. Una terza fase del secondo quarto del I d.C. interessò l’edificio con una massiccia traformazione architettonica: la facciata sul mare venne monumentalizzata ed anche l’esedra Z’ e gli ambienti adiacenti.
L’area del peristilio venne modificata con la chiusura del lato S (la zona residenziale viene definitivamente isolata); furono realizzati un piccolo ambiente termale ed un secondo vano, sontuoso, connesso alla palestra e al ninfeo. Il vano I era probabilmente un triclinio estivo aperto a S sul giardino, a N su una terrazza ed a O sul mare.
Dalla soglia sul lato settentrionale si accedeva ai cubicula: l’ambiente O presentava una decorazione musiva tardo-repubblicana. Verso Nord il vano P, con tessellato a crocette bianche su fondo nero, fungeva da anticamera all’ambiente Q. Quest’ultimo presentava un pavimento in “signino”.
Il vano R, simmetrico ad O, si apriva sulla passeggiata N. La grande esedra Z’, con un diametro di 20 mt, era connessa alla villa attraverso il corridoio N” e il vano V’. Alle spalle dell’esedra si sviluppava il settore di servizio con la cucina G” ed altri vani di vario utilizzo (F” e H”), dotati di pavimentazione in cementizio a base fittile.
Un braccio dell’esedra Z” si prolungava verso Est in un corridoio (B”), che piegava ad angolo retto con una gradinata verso il mare. Attraverso B” si accedeva all’ambiente C”, absidato sul lato orientale ed aperto sul mare attraverso una sorta di accesso con gradinata praticabile su tre lati (una sostruzione di 1 m ca., sulla quale erano impostati quattro gradini composti da blocchi posati uno sull’altro, probabilmente un “imbarcadero”: Degrassi 1957, p. 33).
Il sito è stato scavato e completamente obliterato nel corso della sistemazione urbanistica del lungomare di Barcola.
Cronologia: secc. I a.C. – I d.C.

Fonte: www.ipac.regione.fvg.it

Periodo Storico: Età Romana
Localizzazione Geografica
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