
Individuato in posizione extraurbana, lungo la strada diretta ad Aquileia; tale collocazione non sarebbe, secondo alcuni, il segno di una precoce espansione urbana, quanto la testimonianza della dimensione, per così dire, suburbana del santuario, che sarebbe
stato frequentato anche dagli abitanti del territorio.
Gli scavi effettuati nel 1910, tra via S. Caterina, Corso Italia e via S. Lazzaro, misero in luce strutture relative ad almeno due fasi edilizie, di cui l’ultima determinò forse anche un cambiamento nella destinazione d’uso; si trattava di una strada lastricata
in arenaria e fiancheggiata da un portico, pertinente alla fase più recente, e di una struttura quadrangolare (ca. 12 m di lato) che occupava il centro dell’isolato.
All’interno dell’area quadrangolare, appoggiate contro il muro occidentale si trovavano tre celle, di cui quella centrale sporgeva rispetto a quelle laterali con un avancorpo porticato. Al suo interno si disponeva un’altra piccola cella. È possibile che si trattasse di un complesso chiuso da un recinto per motivi strettamente cultuali.
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Fonte: Luoghi di culto nel centro romano di Tergeste, di Federica Fontana, in Aquileia Nostra, Anno LXXII, 2001
Immagine: Trieste, Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte ( n. inv. 411163).




