Rivalpo (Rualp) prende il suo nome dal ruscello Riupoi che ha le sue sorgenti alle pendici del monte Cucco.
Qui, nei tempi remoti, una popolazione della quale non conosciamo molto, aveva edificato alcuni casolari, molto in alto, proprio sotto il monte Cucco, in località Chiarsovalis: la leggenda dà loro il nome di Pagans. Si notano ancora oggi le vestigia, i ruderi di casolari.
Dal ritrovamento nel Rio Plombs di una piccola campana, si suppone che vi fosse in loco anche una piccola cappella, come raccontano gli anziani del luogo.

La chiesa di San Martino Vescovo è un grande edificio sacro tra le frazioni di Rivalpo e Valle, su un colle.
La citazione di una chiesa dedicata a San Martino risale al 1399, appare in un testamento di un certo Giovanni Quondam Michele di Val e ciò viene confermato dai documenti autentici di una lite discussa davanti all’ufficio arcidiaconale di Tolmezzo nell’anno 1412.
Una lapide dedicatoria posta sopra il portale della chiesa fa risalire al 1515 un primo ampliamento e restauro.
Nella prima visita pastorale nel 1602, di cui si ha notizia, è descritta la struttura della chiesa. Aveva un muro di cinta che delimitava l’area sacra, cimitero compreso; la facciata presentava due finestre con grate di ferro; il campanile era posizionato sulla destra, dove esattamente si trova oggi.
Nel corso del Settecento si hanno notizie riguardo ad ampliamenti, restauri ed abbellimenti.
Come molte altre chiese della Carnia, quella di San Martino fu gravemente danneggiata dal terremoto del 1976: le opere di recupero hanno permesso di restituirla al suo originario splendore.
All’interno, l’impianto basilicale è definito da esili colonne in pietra dolomia che sostengono i soffitti marcati da leggeri costoloni, mentre le vele della volta del presbiterio, fittamente ripartite, sono completamente affrescate.
Poco però è rimasto degli antichi affreschi dell’Urbanis: sono attualmente visibili soltanto le figure dell’Eterno Padre, San Girolamo, San Gregorio, San Bonaventura (?), San Giovanni evangelista, Santa Caterina d’Alessandria, Santa Lucia, Sant’Agnese e Sant’Apollonia, quasi tutte ampiamente ritoccate.
Le restanti campiture ed i costoloni sono stati invece affrescati verso gli anni Venti del secolo scorso da Giuseppe Barazzutti, pittore gemonese.

Fonti:
https://www.cpsanpietroincarnia.it/parrocchie-arta-terme/chiese-di-valle-rivalpo/
https://chieseitaliane.chiesacattolica.it/chieseitaliane/AccessoEsterno.do?mode=guest&code=68209
https://patrimonioculturale.regione.fvg.it/architettura/?s_id=449141

DMF

Periodo Storico: Basso Medioevo
Localizzazione Geografica
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