
L’oratorio si trova nell’omonima borgata storica di Azzano Decimo, uno dei nuclei più antichi del territorio comunale, a ridosso dell’uscita autostradale della A28. Risale attorno al 1450 ed è tra le chiese più antiche del paese, insieme alla vicina chiesetta di Santa Lucia in colle, poco distante.
È sorto sull’area di un edificio di età romana, con pavimento in cocciopesto e tessere di mosaico bianche e nere, addossato al muro esterno del presbiterio. Le cronache lo hanno ritenuto l’antica pieve che riuniva Azzano, Fiume, Cimpello e Praturlone, a conferma della sua centralità nella storia del territorio
Un porticato esterno precede l’ingresso, mentre all’interno si conservano affreschi riportati alla luce alcuni decenni fa: opere di epoche diverse, che restituiscono la lunga vita devozionale del luogo.
A metà Novecento, scavando la cantina di una casa in prossimità dell’edificio di culto, sono affiorate alcune sepolture: segno che lì, dove oggi sorgono altre abitazioni, si estendeva l’antico cimitero.
In origine il sito ospitava un monastero di suore, che dava accoglienza anche alle donne che scendevano da Claut e da Cimolais. Portavano con sé artigianato in legno (cucchiai e altri piccoli manufatti) da barattare qui con biava, farina e altri generi alimentari: la borgata era così anche un punto di scambio e di commercio.
Poco distante scorre un corso d’acqua un tempo assai più consistente, oggi ridotto a un rio. In passato era navigabile e collegava questo luogo alle vie d’acqua che risalivano dal Sile e dall’area di Concordia, tanto che Santa Croce funzionava come punto di smistamento delle merci.
Nello stesso spazio sacro trovavano accoglienza anche i pellegrini: all’interno del convento un piccolo ambiente consentiva di ristorarsi con un bicchiere di latte e qualcosa da mangiare, prima di rimettersi in cammino.
Autore: Paola Treppo 6 ago 2026



