Si presenta in questa sede la documentazione della ceramica rinvenuta nel corso delle tre campagne di scavo (1998-2000) organizzate dal Comune di Codroipo in collaborazione con i Civici Musei di Udine e con la Società friulana di Archeologia nel Castelliere di Rividischia (Codroipo). Il campione ceramico recuperato si inquadra interamente nell’ambito del Bronzo recente, del quale sembrerebbe documentare l’intero sviluppo locale fornendo quindi una importante documentazione per questo periodo nel Medio Friuli.

Leggi tutto nell’allegato: Castelliere di Rividischia, scavi 1998 – 2000. la ceramica.

Autori: Irene Lambertini, Giovanni Tasca, in Quaderni Friulani di Archeologia Anno XVI-2006
Il castelliere di Rividischia era protetto da due corsi d’acqua, con alveo di circa 16 m. e 20 m. di larghezza rispettivamente, che lo fiancheggiavano su due lati e, confluendo nel suo angelo sudorientale, costituivano dei fossati naturali che concorrevano alla sua difesa. Di essi sono rimasti solo degli avvallamenti che ne indicano il percorso. Purtroppo i lavori agricoli succedutisi nei secoli hanno cancellato troppe tracce e lo stesso castelliere è identificabile solo dall’alto grazie alla conservazione del suo perimetro. Dagli scavi fatti sono, comunque emersi molti manufatti di ceramica e di metallo a indicare la rilevanza che doveva avere nell’antichità. Il materiale rinvenuto è esposto al Museo Civico Archeologico di Codroipo, ricavato nelle vecchie prigioni.

Info:
museoarch@qnet.itwww.comune.codroipo.ud.it 

Bibliografia:
– AA.VV., Cjastelirs, Tumbaris, Mutaris … viaggio tra i contadini-guerrieri di un Friuli protostorico, Comune di Mereto di Tomba, Alessandro D’Osvaldo Editore, 2018
– AA.VV. La vita quotidiana nei villaggi protostorici: La vita quotidiana nei villaggi protostorici

Il castelliere di Rividischia fa parte di un allineamento di siti arginati disposto lungo la linea delle risorgive, che attraversa da sud-est a ovest la pianura friulana. Il sito, individuato nel 1983, ha restituito abbondanti materiali di superficie ed è stato oggetto, tra il 1998 e il 2000, di regolari campagne di scavo, che si sono concentrate sull’indagine del sistema di fossati lungo il margine meridionale.
Tra i contesti indagati un piccolo fosso (US 2), confluente nel fossato principale, ha restituito un campione ceramico particolarmente ampio del BR2 non avanzato. In seguito però ad una recente revisione della produzione ceramica friulana dell’età del bronzo è stato possibile riconoscere, tra i materiali provenienti da altri contesti di scavo di Rividischia e dalla superficie del sito, elementi ritenuti indicatori di altri momenti cronologici, compresi tra l’Eneolitico e il BF, con la possibilità di ricostruire meglio i modi della frequentazione del sito nel corso del Bronzo Medio, prima della sua probabile monumentalizzazione.

Vedi: Ceramica_dal_castelliere_di_Rividischia (Ceramica dal castelliere di Rividischia (Codroipo, Udine). Materiali del Bronzo Medio), di Giovanni Tasca, Irene Lambertini, in Studi di Preistoria e Protostoria n. 5 – Preistoria e Protostoria del Caput Adriae 2018, pp 847-854
Il castelliere di Rividischia fa parte di un allineamento di siti arginati disposto lungo la linea delle risorgive,che attraversa da sud-est a ovest la pianura friulana. Il sito, individuato nel 1983, ha restituito abbondanti materiali di superficie ed è stato oggetto, tra il 1998 e il 2000, di regolari campagne di scavo, che si sono concentrate sull’indagine del sistema di fossati lungo il margine meridionale. Tra i contesti indagati un piccolo fosso (US 2), confluente nel fossato principale, ha restituito un campione ceramico particolarmente ampio del BR2 non avanzato. In seguito però ad una recente revisione della produzione ceramica friulana dell’età del bronzo è stato possibile riconoscere, tra i materiali provenienti da altri contesti di scavo di Rividischia e dalla superficie del sito, elementi ritenuti indicatori di altri momenti cronologici, compresi tra l’Eneolitico e il BF, con la possibilità di ricostruire meglio i modi della frequentazione del sito nel corso del Bronzo Medio, prima della sua probabile monumentalizzazione.

Vedi anche: La fauna dell’abitato dell’età del bronzo di Rividischia, di Giovanni Tasca e Umberto Tecchiati, in Gortania n. 33 – 2011
Sono presentate in questo contributo le analisi condotte sui resti animali rinvenuti in un abitato dell’età del  Bronzo recente scavato a rividischia, loc. Cjamps dai Cjastilirs. Il sito, localizzato poco a Sud di Codroipo (UD), al margine  meridionale della fascia delle risorgive, è riferibile ad un villaggio arginato (castelliere) ed è stato oggetto di 3 campagne di  scavo consecutive (1998-2000).
Le due principali fasi di vita del villaggio, sorto in un’area frequentata già nel tardo Eneolitico, sono note soprattutto grazie ai  rinvenimenti di superficie e si inquadrano la prima tra il tardo Bronzo Medio e la fine del Bronzo recente, la seconda tra il  Bronzo Finale e l’inizio della prima età del Ferro. Sono state individuate tracce strutturali pertinenti al sistema di fossati che  cingeva a Sud il villaggio, le cui evidenze sono riferibili alla prima fase. In particolare, è stato possibile indagare un piccolo  fosso (Struttura 1) che confluiva nel fossato perimetrale del villaggio (Struttura 2); dal riempimento del fosso minore (US2)  proviene una abbondante produzione ceramica che documenta con particolare ampiezza il Bronzo recente 2 non avanzato  della pianura friulana.
Il complesso faunistico oggetto di questo contributo, particolarmente frammentario, è composto di 772 resti, 162 dei quali hanno potuto essere determinati sia a livello specifico che anatomico. Sono documentate le principali specie domestiche: bue, caprini domestici (la capra non ha potuto essere determinata con certezza), maiale e cavallo. La scarsa consistenza numerica del campione potrebbe comportare una distorsione statistica che vede penalizzato il bue, che nel Numero resti raggiunge appena il 26%, e una contestuale sovrarappresentazione dei caprini domestici (40%) che coinvolge anche la quantità di resti  spettanti al maiale (27% dei resti determinati). I dati sulla sex ratio sono pressoché assenti, mentre l’alta quantità di denti ha  permesso il calcolo delle classi di età e del NMI. Sono documentati in quantità pressoché pari sia animali giovani che adulti.
I buoi potevano essere alti al garrese tra i 105 e i 110 cm, i caprini domestici (pecora) ben meno di 60 cm, mentre il maiale,  anch’esso gracile, non doveva raggiungere i 70 cm di altezza al garrese. Il cavallo poteva essere alto poco più di 120 cm.

Vedi anche: Un castelliere nel Medio Friuli Gradiscje di Codroipo 2004 2014,  di Giovanni Tasca, Cristiano Putzolu, David Vicenzutto.

Periodo Storico: Protostoria
Localizzazione Geografica
Visualizzazione delle schede relative a contesti archeologici visibili nell'arco di 5 km dalla località di partenza