
Le indagini, anche le più recenti, avvalorano l’ipotesi di una organizzazione razionale degli spazi lungo le viae publicae aquileiesi forse secondo i dettami di un apposito regolamento edilizio: si è inoltre evidenziata la presenza, nelle necropoli, di aree a destinazione diversa: impianti artigianali, luoghi di culto, strutture abitative-
In età imperiale dunque, le necropoli si sviluppano linearmente, al margine delle strade più importanti, con una disposizione di tipo radiale: ben diversa fìsionomia assumono i cimiteri cristiani, che presentano uno sviluppo per nuclei concentrici intorno alla città ed occupano aree anche molto grandi, a volte difficili da determinare.
La necropoli più vasta ed importante in età romana è quella meridionale: essa si disponeva lungo la strada che dalla porta sud della città, oltrepassando il fiume Natissa, si dirigeva verso la laguna, a notevole distanza dal centro della città antica.
I ritrovamenti epigrafici testimoniano la probabile presenza di luoghi di culto intitolati ad Apollo, Beleno e ad altre divinità, fra cui un santuario di Minerva posto a Belvedere: un’epigrafe dedicata da due liberti ad Ercole sarebbe da mettere in connessione con la presenza di un santuario emporiale a sud della città, già ipotizzato da alcuni studiosi…
Leggi tutto nell’allegato:
Nancy Grande, Le aree cimiteriali paleocristiane, in Quaderni Friulani di Archeologia, XI / 2001
Vedi anche:
Maurizio Buora, Due tipi di cimiteri tardoantichi, in Quaderni Friulani di Archeologia, XI / 2001




