
Il Mulino si trova lungo la roggia che affianca ad est il corso del Cormor, sulla strada che conduce a Zugliano.
Questo mulino è citato con il nome popolare che un tempo veniva dato alla zona posta al levante del mulino ovvero roncs o ronc: un tipico toponimo friulano indicante un terreno disboscato. Il nome è documentato a partire dalla fine del 1300 in alcuni atti notarili riguardanti il mulino, fino alle mappe catastali di inizio Ottocento. Normalmente veniva identificato con i nomi dei vari proprietari succedutisi.
Il mulino è stato attivo fino al 1982 e dal momento che gli altri mulini avevano chiuso i battenti molto prima, da tutti era conosciuto anche come “Il Mulin di Basandiele“.
I documenti trecenteschi specificano che il mulino aveva annessa una casa colonica con un cortile, stalle, aie e due ‘bearzi’ (cortili per gli animali).
Fino al 1700, oltre alle macchine che macinavano cereali, in tutti i mulini erano presenti anche altre attività che dipendevano dall’energia dell’acqua: il follone per la lavorazione dei panni di lana, i pestelli per la lavorazione dei tessuti tessili come il lino e la canapa, le seghe per tagliare la legna e le mole del battiferro per affilare le lame dei vari utensili, i macchinari per la produzione della polpa della carta o le sole pale per la produzione di energia elettrica.
Il primo documento che attesta l’esistenza del canale risale all’inizio del Duecento: con un atto notarile, rogato il 17 luglio 1217, il patriarca Volchero concedeva al Monastero udinese di S. Chiara l’uso perpetuo di un mulino tra Udine e Basaldella (A.C.U., Libro memorie venerando monastero di S. Chiara, Fondo S. Maria della Misericordia, Monastero S. Chiara, carta 5).
I documenti del notaio Pietro di Bressa di Campoformido sono numerosi e ricchi di particolari per quanto riguarda i proprietari, i toponimi, i luoghi, le funzioni e la gestione del mulino.
Il primo proprietario (1347) è stato Nicolò Totis, che svolgeva anche le funzioni di mugnaio. Dopo circa ottant’anni i discendenti di Nicolò Totis, dopo una gestione imprenditoriale, ma con la caduta dei nobili Savorgnan che possedevano il mulino, vanno in rovina.
Cedono la loro parte di mulino a Vincenzo figlio di Giorgio detto Cjalcine, in quanto discendente da Giacomo, muratore di Campoformido. I discendenti di Vincenzo saranno mugnai di questo mulino fino alla metà del 1501. Uno di loro Leonardo, chiamato Tiberto, farà sì che il nomignolo diventerà in seguito il cognome della famiglia, Tiberti, affidando il lavoro del mulino a mugnai provenienti da Zugliano nel 1540: Vincenzo e Mariolo e Del Degan.
Il Torrente Cormor, fiancheggiante la roggia per alcuni chilometri, cominciò a creare problemi a manufatti e insediamenti posti in prossimità del suo alveo a partire dal 1486, quando le piene del corso d’acqua si fecero più abbondanti e pericolose per Basaldella ma anche per Terenzano, Pozzuolo, Mortegliano. L’aumento della portata nelle fasi di piena dipendeva dal fatto che a monte i comuni di Magnano, Billerio e Artegna avevano deviato nel Cormor le acque del Canale Urana. La pericolosità del torrente andò progressivamente aumentando e si manifestò soprattutto nel Settecento, con un successivo impressionante di eventi calamitosi che costrinsero gli abitanti dei paesi rivieraschi a rivolgersi a Venezia (inutilmente) e poi ad intervenire in modo diretto innalzando nuovi argini e rimboscando le sponde.
Nel 1546 subentra Sebastiano Frumenti e poi, in comproprietà la famiglia Brambilla.
Nel 1603 il mulino viene fortemente danneggiato da un’esondazione e il Brambilla tenta in vari modi di cercare aiuti per restaurarlo. Nel 1613 Brambilla cede il mulino ai Drigani di Zugliano. Tra il 1600 e il 1700 i Brambilla, i Drigani e l’Ospedale di Udine ne sono comproprietari con vicende alterne fino al 1801.
Nel 1811 il mulino venne diviso in due parti e dal 1880 i Del Torre, provetti mugnai e battiferri, divennero proprietari della struttura. Ma nei primi anni del novecento, l’attività principale del mulino fu la trebbiatura dei cereali. La ruota idraulica che azionava la macchina è ancora al suo posto, sulla riva opposta del mulino.
Gli ultimi mugnai Del Torre furono maestri anche nell’arte della lavorazione del ferro ed erano conosciuti con il nome del loro mestiere, e in passato il mulino aveva il nome di Mulin dai Faris.
Dopo un secolo le mole cessarono di macinare con Bruno e suo figlio Gianni, alla metà degli anni Ottanta del Novecento.
Da più di duecento anni quindi il mulino appartenne alla famiglia Del Torre (almeno quattro generazioni della stessa dinastia di mugnai si sono succedute nella sua conduzione).
Il Mulino Del Torre fu l’ultimo a chiudere i battenti, quando il mugnaio Bruno Del Torre subì un grave infortunio sul lavoro. Allora erano in funzione due macchine molitorie a cilindri ed una a palmenti, ancora oggi ben conservate.
Il mulino oggi:
Nel 2023, ha riaperto al pubblico il Mulino di Basaldella, preziosa testimonianza dell’economia rurale friulana e punto di riferimento e d’incontro della comunità di una volta.
Realizzato lungo la Roggia di Udine, il mulino è oggi di proprietà del Comune di Campoformido che ha avviato un percorso di valorizzazione dell’edificio con le sue attrezzature.
Nell’antico mulino oltre alle macchine che macinavano cereali si svolgevano altre attività legate all’energia dell’acqua: il follone per la lavorazione dei panni di lana, i pestelli per la lavorazione dei tessuti come il lino e la canapa, le seghe per tagliare la legna e le mole del battiferro per affilare le lame dei vari utensili, i macchinari per la produzione della polpa della carta.
Un’attività fondamentale, prima dell’avvento delle mietitrebbie era poi la battitura, cioè la trebbiatura dei cerali, procedimento necessario per staccare i chicchi dei cereali dalle spighe, separandoli dalla paglia e dalla pula.
Nei secoli il mulino di Basaldella crebbe fino a dotarsi verso la fine del ‘500 di sette ruote idrauliche: cinque per le macine per i cereali, una per il follone della lana, una per la battitura del lino. Danneggiato nel ‘600 da un’esondazione fu diviso in due parti intorno al 1880 e continuò a lavorare fino al 1982 quando le mole cessarono di macinare.
Il mulino funge anche da Centro Visite del Parco del Cormôr di Campoformido ed al suo interno si trovano informazioni sul torrente Cormôr e sui prati stabili tipici dell’alta pianura, scrigni di biodiversità ricchi di specie botaniche rare e protette.
Il terzo piano della struttura è dedicato agli insetti impollinatori, nell’ambito del progetto “Campoformido-Comune amico delle api”, che permette di visitare anche un apiario didattico presso il roccolo di Villa Primavera all’interno del Parco.
Il centro visite è vivo e interattivo: i bambini assieme alla guida locale possono riprodurre gli antichi gesti del mugnaio ed emozionarsi azionando il mulino. È presente un percorso didattico di educazione ambientale con postazioni multimediali, dove divertirsi con i giochi digitali e imparare di più sui prati stabili e sul mondo delle api.
Progetti futuri
Il Mulino è stato ristrutturato e poi acquistato dall’Amministrazione comunale di Campoformido.
Nel 2019 è stato avviato il progetto “Campoformido Comune amico delle Api” in collaborazione con l’Università degli Studi di Udine e il Museo Friulano di Storia Naturale che vede il mulino come sede del progetto e del Centro visite naturalistico del Parco del Cormôr, ora in fase di ultimazione.
L’ obiettivo è la valorizzazione della memoria storica e delle attrezzature del mulino, del patrimonio ambientale dei prati stabili e del Parco del Cormôr che si sviluppa lungo il corso del torrente da Basaldella a Villa Primavera.
Per ulteriori approfondimenti, vai a: https://bit.ly/IlMulinodiBasaldella
Fonte:
– AA.VV. Ruote d’acqua per farina, Mulini della Carnia e del Friuli nell’itinerario del fotografo Albano Quaiattini, Utopie Concrete, Venzone 2002, pp. 87-89.
– Regione FVG 23 set 2023
– https://www.comune.campoformido.ud.it/it/vivere-il-comune-31223/luoghi-33131/mulino-di-basaldella-31573
Info:
Via Zugliano 13 – 33030 Basaldella di Campoformido (UD)
Ingresso libero
Orario visita: Ogni domenica: mattino 10:00 – 12:00 pomeriggio 15:00 – 18:00
Email: mulinobasaldella@gmail.com
Telefono: 347 2241970




