
In tale località, al confine con Moraro ma sempre in territorio di Capriva, a seguito di lavori agricoli, si rinvennero: un piano orizzontale di embrici, alcuni spilloni in bronzo «sotto gli embrici in due nicchie», qualche moneta, e altre monete sotto i gelsi appena sradicati, nei pressi.
Trattasi, evidentemente, di tombe ad incinerazione con ossuari entro cassette di embrici.
Il luogo è probabilmente il medesimo nel quale venne parzialmente scavata una necropoli romana negli anni intorno al 1890, indicato come «campo della Fossa» di proprietà Antonio Favetto (individuabile nelle mappe del catastico parrocchiale come località Cristinizza al limite con Moraro, ma in territorio di Capriva).
Fonte:
– A. TAGLIAFERRI 1986, Coloni e legionari romani nel Friuli celtico. Una ricerca archeologica per la storia, Pordenone, II, pp. 300-301, CR 793.
Bibliografia:
– M. J. STRAZZULLA RUSCONI 1979, Presenze archeologiche nella zona nordorientale del territorio di Aquileia, AAAd, XV-I, pp. 325-344.
– A. TAGLIAFERRI 1986, Coloni e legionari romani nel Friuli celtico. Una ricerca archeologica per la storia, Pordenone, II, pp. 300-301, CR 793.
Immagine:
Identificazione topografica di alcuni rinvenimenti archeologici nel territorio di Capriva; a sud, il sito con tombe a incinerazione (fonte: https://raptor.cultura.gov.it/mappa.php)
Autore: Lorenzo Rossi




