La chiesa parrocchiale di San Giorgio si trova a Calgaretto, località del comune di Comeglians (Ud). Si raggiunge prendendo la laterale sinistra che si stacca dalla Statale, in direzione Rigolato, poco dopo aver attraversato Comegliàns. Questa strada per Rùnchia sale alla Pieve (m 640).
In posizione dominante sul greto del Degano e sulla val di Gorto sorge la Pieve di San Giorgio, eretta sul colle omonimo in parte terrazzato artificialmente. Esso ebbe un ruolo di primaria importanza anche nell’organizzazione difensiva più recente, essendo compreso nel sistema fortificato del Vallo Alpino del Littorio. Inoltre, ai piedi del colle, in età veneziana, si trovava il porto fluviale, dove i tronchi trasportati dalle acque del Degano venivano uniti in zattere.
La chiesa, la cui esistenza è accertata all’inizio del Trecento, divenne parrocchiale verso la metà del secolo e fu soggetta all’Abbazia di Moggio. Si ritiene fosse stata edificata su una precedente fortificazione sorta a controllo del percorso diretto alle valli del Cadore e del Comelico.
Nella sua forma attuale è settecentesca (sull’architrave della porta è scolpita la data “1740”) e venne consacrata nel 1748.
È una costruzione a pianta rettangolare, ad aula, ed è dotata di un ampio coro. A sud sporgono i volumi della cappella dello Spirito Santo e della sagrestia, tra i quali è compreso il campanile.
Nella parete nord un lieve aggetto indica la presenza di due altari. Nella facciata il portale è affiancato da finestre rettangolari (una è datata “1843”) e sormontato da una nicchia contenente le statue trecentesche in pietra di San Giorgio e il Drago e Principessa orante, da un’alta finestra con arco a sesto ribassato e da un’apertura circolare.
Del piccolo edificio gotico preesistente rimangono, alla base del campanile che risulta a una quota più bassa rispetto al piano della chiesa settecentesca, un pilastrino decorato murato in un angolo, una struttura voltata e tracce di affresco.
La chiesa gotica è menzionata per la prima volta in una pergamena della Pieve di Gorto del 12 maggio 1305.
comegliansAll’interno sono conservati dipinti, mobili lignei intagliati, arazzi settecenteschi ed un’ara sepolcrale romana databile alla seconda metà del I sec. d.C., posta su una base moderna.
Un tempo era collocata sul muro esterno dell’edificio, utilizzata come materiale da costruzione, lasciando in vista solo il ritratto femminile.
comegliansSecondo la Bianchetti (1) era murata nel Settecento nello spigolo sud-ovest della chiesa; fu rimossa una prima volta nel 1808 dallo Siauve (2) per vedere se le facce nascoste recassero qualche iscrizione, poi, inserita di nuovo al suo posto, fu tolta definitivamente nel giugno del 1954.
Si tratta di un’ara funeraria con iscrizione e rilievi sui lati.
La faccia anteriore dell’ara accoglie lo specchio epigrafico con l’iscrizione che ricorda la costruzione del sepolcro da parte dei due coniugi, Lucius Virtius Albinus e Regia Ommonta; quelle laterali sono, invece, decorate da due bassorilievi inquadrati da cornice: a sinistra è ritratta la donna seduta su una sedia, con acconciatura a crocchia e tunica, in atto di filare; sul lato destro è raffigurato l’uomo che regge con la mano sinistra un lembo della toga, con la destra un rotolo.

Bibliografia:
comeglians – C.I.L. V 1865.
– G. MARINELLI, Guida della Carnia, Udine 1898 [Udine 1981], p. 442.
– P.M. MORO, Iulium Carnicum. (Zuglio), Roma 1956, p. 221 n. 44.
. A. BIANCHETTI, Evoluzione del sistema insediativo nella Val di Gorto. Una riflessione tra storia e geografia, in “In Guart”, Atti del 71° congresso della Società Filologica Friulana (Val di Gorto 18 settembre 1994), a cura di M. Michelutti, Udine 1994, p. 99.
– F. MAINARDIS, Iulium Carnicum, in Supplementa Italica, n. s. 12, Roma 1994, p. 109.
– B. AGARINIS MAGRINI, L’ara sepolcrale della chiesa di San Giorgio di Comeglians. Un carteggio archeologico del secolo scorso, in Ce fastu ?, LXXV, 1999, pp. 118-139.
– A. GARGIULO, Reimpiego del materiale lapideo romano nella provincia di Udine, Tesi di laurea, Università degli studi di Udine.
– F. MAINARDIS, Iulium Carnicum. Storia ed epigrafia (Antichità Altoadriatiche Monografie 4) Trieste 2008, pp. 205-207, n. 106.
– A. GARGIULO, Notizie antiquarie su alcuni reperti reimpiegati nella Venetia, in “Riuso di monumenti e reimpiego di materiali antichi in età postclassica. Il caso della Venetia 2012”, pp. 104-105, 108, 111, 112.
– L. SPERTI, Un altare funerario con scena di filatura dal territorio friulano, in “La lana nella Cisalpina romana. Economia e società”. Studi in onore di Stefania Pesavento Mattioli, Atti del Convegno (Padova – Verona, 18-20 maggio 2011), Antenor Quaderni 27, Padova University Press 2012, pp. 513-522, figg. 1-4.
– EDR007291
www.ubi-erat-lupa.org

Foto dal sito: www.ubi-erat-lupa.org

Autore: Alessandra Gargiulo

Leggi tutto nell’allegatoL-ara-sepolcrale-della-chiesa-di-San-Giorgio-di-Comeglians in Ce Fastu?, a. 75 (1999), 1 – Società Filologica Friulana

Vedi anche: La lana nella Cisalpina romana

Vedi anche: Comeglians, Beni di interesse pubblico

Info: Frazione Calgaretto 11, Comeglians, Udine

Note:

1 Bianchetti 1994, p. 99.
2 Marinelli 1898, p. 442.

 

Periodo Storico: Età Romana
Localizzazione Geografica