La Porta Manin o Torre di San Bartolomeo o Porta Cividale è la più antica ancora sopravvissuta in città.
Venne costruita tra il 1273 ed il 1299 e faceva parte della terza cerchia di mura che circondava la città. E’ per antichità la seconda torre di Udine rimasta intatta dopo quella dell’Orologio. Originariamente era dedicata a San Bartolomeo.
Originario è l’impianto inferiore, mentre i piani superiori sono stati restaurati nei secoli successivi.
I passaggi laterali alla porta sono stati aperti tra il 1934 e il 1941.
Costituisce il tradizionale accesso al centro storico dalla zona est della città.
Vi è dipinta, nella facciata verso l’esterno della città e poco leggibile, fra gli altri stemmi nobiliari, l’aquila nera in campo giallo del Sacro Romano Impero, in non buono stato e da recuperare prima che scompaia del tutto.

UDINE. Svelati gli stemmi di porta Manin «Sono la storia della nostra città».
Sono stati scoperti, al termine dell’intervento di restauro, gli stemmi presenti su porta Manin. Come ha rimarcato lo storico Alberto Travain, «si tratta di una sorta di carta d’identità politica della città in età tardo medioevale». Affreschi realizzati attorno al 1350 che rappresentano lo scaglione della comunità di Udine (con la classica V nera rovesciata), l’aquila su sfondo dorato del Sacro romano impero, una porzione dell’aquila della chiesa di Aquileia e il leone del regno di Boemia.
«I primi due stemmi raccontano come la comunità di Udine fosse parte di una comunità europea ante litteram, il Sacro romano impero – ha rimarcato Travain –. Gli altri due rappresentano l’ufficio di chi governava questo territorio per conto dell’impero, la chiesa di Aquileia, e la casata di chi in quel momento ne era il responsabile, il patriarca, Nicolò di Lussemburgo, fratellastro dell’imperatore Carlo IV».
Questa la ricostruzione storico-politica degli stemmi, il cui restauro è stato affidato a Sandro Tracanelli, che si avvalso della collaborazione di Valentina Ridolfo.
A finanziare l’intervento, costato 16 mila euro, sono stati il Comune e il Rotary Club Udine. Nutrita la rappresentanza di autorità intervenuta per l’inaugurazione degli stemmi: il sindaco Pietro Fontanini, il suo vice Loris Michelini, gli assessori Fabrizio Cigolot e Maurizio Franz, la presidente della commissione Cultura Elisabetta Marioni, il consigliere Gianfranco Della Negra, i vertici del Rotary Paolo Ceccon e Alessandro Proclemer, la delegata della Soprintendenza Fvg Annamaria Nicastro.
«Per il restauro – ha chiarito Tracanelli – abbiamo applicato il protocollo classico dei dipinti murali affrescati, pulendo a consolidando ciò che era ancora presente e recuperando dal punto di vista pittorico ciò che era possibile recuperare. 700 anni di usura hanno lasciato il segno, non è stato un intervento semplice».
I lavori sono durati dal primo agosto al 3 settembre. Soddisfatto del risultato ottenuto, il sindaco Fontanini: «Questi stemmi rappresentano la storia della nostra città, che è la capitale del Friuli, luogo dove sono arrivati anche il patriarca e l’imperatore. Una storia che va ricordata e valorizzata. A volte qualcuno si confonde pensando che Trieste abbia un passato più antico rispetto a quello della nostra città. Non è vero, Udine ha una storia di gran lunga più antica rispetto a Trieste. Quindi noi come friulani non dobbiamo dimenticare, ma fare il possibile per tramandare e far conoscere questi segni distintivi». A proposito di identità friulana, in vista della Fieste de Patrie dal Friûl, in programma il 12 settembre proprio a Udine, nelle strade del centro sono apparse una serie di bandiere celebrative con raffigurata l’aquila araldica d’oro su sfondo azzurro.

Autore: Alessandro Cesare

Fonte: www.messaggeroveneto.gelocal.it, 7 sett 2021

 

Periodo Storico: Basso Medioevo
Localizzazione Geografica