Situato su un’altura di metri 158 sul Carso, dista circa 3 chilometri dall’abitato di Doberdò del Lago ed è sicuramente il castelliere meglio conservato e più suggestivo tra i numerosi della provincia di Gorizia.
Studiato da P. Klander nell’ ‘800 ed ai primi del ‘900 da Carlo Marchesetti, ambedue triestini, il castelliere venne danneggiato gravemente durante il primo conflitto mondiale in quanto situato su di un’altura strategica e quindi fortemente conteso e bombardato prima dal Regio Esercito e dopo la conquista italiana, nell’agosto 1916, venne pesantemente rovinato dall’artiglieria austro-ungarica.
Per questo motivo le indagini del Marchesetti, quando ancora la struttura era relativamente in buono stato di conservazione, appaiono oggi di grande interesse.
Alla fine degli anni ’60 dello scorso secolo il castelliere venne indagato dallo studioso goriziano Ugo Furlani, che pubblicò le sue ricerche sulla prestigiosa rivista “Aquileia Nostra” (anno LX – 1969).
Questo ricercatore scavando all’interno del castelliere, soprattutto nei pressi di quota 158, area di maggiore frequentazione, rinvenne una quantità di oggetti romani in ferro, vetro e ceramica di probabile epoca imperiale. Trovò anche circa 800 monete romane dalle quali si può ipotizzare uno stanziamento romano dalla prima metà del secolo III d.C. fino al V.
Il precedenza il castelliere fu abitato probabilmente da popolazioni illiriche, ma nulla si conosce da fonti storiche sui motivi della fondazione e dell’uso di questa poderosa struttura, per cui si possono fare solo delle ipotesi.
Sicuramente, vista la posizione strategica del castelliere, la sua funzione era di difesa e di avvistamento di eventuali nemici diretti ad Aquileia, essendo in collegamento ottico con altri castellieri e fortificazioni romane sul Carso.
La partenza per la visita è il parcheggio presso il centro visite e museo “Gradina” che si trova a circa 2 chilometri da Doberdò del Lago (cartelli indicativi tra le province di Trieste e Gorizia.
Qui si abbandona la strada principale che scende verso il Vallone e si imbocca un facile e largo sentiero che in pochi minuti porta all’ingresso del castelliere.
Fatti circa 300 mt. dal cippo confinario è consigliabile fare una breve deviazione sul lato sinistro del sentiero in prossimità di una piazzola per cannone, per visitare solo esternamente una caverna che serviva da protezione per gli artiglieri austro-ungarici. Scendendo parecchi gradini alquanto dissestati si arriva all’apertura ai lati della quale si trovano due iscrizioni scolpite in lingua tedesca che si riferiscono una all’imperial-regio reggimento di artiglieria da campagna n. 17, che presidiava la zona sino ai primi di agosto 1916 e la seconda al plotone perforatori comandato dal capitano Beran (Gesteinbohrzug).
Ritornati sul sentiero si arriva in breve all’ingresso del castelliere largo circa 3 metri, da dove si può accedere all’ampio spazio interno contornato da un muraglione in pietra spesso mediamente mt. 3,20. Subito dopo l’entrata, sul lato sinistro si notano i resti di una torre che si elevava sopra la muraglia.
Complessivamente la cinta muraria misura circa 460 metri ed è assente dalla parte che dà sul lago di Doberdò, lato naturalmente difeso dallo strapiombo.
Il pianoro interno, probabilmente in passato occupato da edifici abitativi e di difesa, non presenta attualmente nulla di visibile se non una postazione di cannoni italiani di medio calibro scavata interamente nella roccia.
Visitato l’interno si ritorna alla porta d’ingresso e si gira a sinistra costeggiando la parte esterna della muraglia e poi si scende tramite una scala in pietra verso casa Cadorna, edificio risalente alla prima guerra mondiale, ove nelle vicinanze si può visitare una galleria scavata in roccia con un osservatorio che permette
una spettacolare vista sul lago, sul monte Ermada e sulla riserva naturale dei laghi di Doberdò e di Pietrarossa.
Per sentiero segnato, a tratti poco agevole, si ritorna al centro visite “Gradina”, da dove siamo partiti.

Autore: Giorgio Cerasoli

Dal Bollettino della Società Friulana di Archeologia Anno XIII n. 3 del 2009

 

 

Periodo Storico: Protostoria
Localizzazione Geografica