
La località di Braida Roggia si estende sulla riva destra del torrente Cormôr, in corrispondenza di un terreno pianeggiante posto tra il lato nordoccidentale del castelliere di Pozzuolo del Friuli e l’angolo nordorientale della piana di Braida dell’Istituto dove si trova una delle aree sepolcrali pertinenti al suddetto abitato.
Essa risulta esterna al composito sistema insediativo – costituito dalle due alture dei Cjastiei e di Le Culine e dai terrazzi adiacenti – e separata da questo e dalla attigua necropoli dal corso del Cormôr.
L’area, soggetta alla frequenti piene del torrente che dovevano essere più intense in antichità quando la sua portata d’acqua era maggiore, è stata sottoposta ad indagini di scavo tra il 1979 e il 1980 in seguito al rinvenimento fortuito di frammenti fittili, ossa e di una tomba a cremazione riportati alla luce durante i lavori effettuati nel 1978 per la posa in opera della conduttura idrica.
Al di sotto dell’arativo si estendeva un livello di ghiaia in matrice limoso-sabbiosa bruna– interpretato come deposito alluvionale – contenete una discreta quantità di ossa e di frammenti ceramici di modeste dimensioni, per lo più datati ad un momento avanzato del Bronzo Finale.
Il riporto ghiaioso copriva uno spesso strato di limo argilloso bruno, compatto, ricco di materiali archeologici distribuiti con densità variabile al suo interno.

Scodella ad orlo rientrante XI – VIII sec.a.C.
L’assenza di tracce consistenti che testimonino l’esistenza di costruzioni a carattere residenziale e l’esclusiva presenza di ossa di animali domestici – per lo più bovini e suini – con evidenti segni di macellazioni hanno indotto a collocare in questa zona, marginale rispetto all’abitato, un’area di servizio dove in spazi coperti da tettoie era manipolato e preparato il cibo.
I livelli di frequentazione più profondi, scanditi da episodi alluvionali di modesta entità, si sono succeduti in un arco cronologico ristretto datato al Bronzo Recente pieno e tardo (sec. XIII – XI a.c.). A questo punto si segnala una cesura dovuta presumibilmente ad un periodo di assenza di occupazione della zona al quale fece seguito una generale e profonda risistemazione avvenuta in un momento pieno del Bronzo Finale con lavori di spianamento e colmatura delle depressioni presenti sul pianoro (XI sec. a.C.).
A tutt’oggi isolato resta il rinvenimento della tomba in dolio a incinerazione del VII-VI sec. a.C. recuperata nel 1978 e danneggiata dai lavori di pubblica utilità. La sepoltura il cui corredo era formato da uno spillone a globetti e fermapieghe tipo Este ed un manico frammentario in osso decorato a tacche e occhi di dado, attesta una frequentazione sporadica del pianoro nel corso dell’età del ferro.
Bibliografia:
– Simeoni G., Schede di sito, in Di terra e di ghiaia. Tumuli e castellieri del Medio Friuli tra Europa e Adriatico, Mereto di Tomba (UD) 2011
– Corazza S., 11. Pozzuolo del Friuli, in Di terra e di ghiaia. La protostoria del Medio Friuli tra Europa e Adriatico, Mereto di Tomba (UD) 2011
– Càssola Guida P./ Vitri S., Pozzuolo del Friuli (Udine), in Guide archeologiche. Preistoria e Protostoria in Italia, 7. Veneto e Friuli-Venezia Giulia, Forlí 1995
– Càssola Guida P., Insediamento sul Cormòr (Braida Roggia – Pozzuolo del Friuli), in Preistoria del Caput Adriae, Udine 1983.




