
Beano, frazione a nord di Codroipo, è un paese di antica origine, fondato dai romani in età repubblicana. A seguito delle invasioni barbariche ospitò un insediamento di genti slave.
Nel 1077 il Patriarca Sigeardo assegnò Beano in feudo al monastero benedettino femminile di Santa Maria fuori le mura di Aquileia sotto la cui giurisdizione rimase sino al 1782.
A partire dall’anno mille e cento circa e fino al mille e settecento a Beano si svilupparono due centri abitati: la vila, cioè la piazza sulla quale si affacciano gran parte delle case e la chiesa di San Martino e, a circa 300 metri dalla piazza, la cortina, lo spazio fortificato un tempo affollato da abitazioni e da canipe, circondato da fossati e da un muro su cui si apriva un solo portone [vedi scheda archeocarta CODROIPO (Ud), fraz. Beano. La centa.
All’interno della cortina difensiva realizzata probabilmente nei primissimi anni del secolo XIV, è documentata dal 1370 l’esistenza di un edificio di culto intitolato a Santa Maria del quale nulla si sa riguardo la configurazione e l’aspetto strutturale.
Da un atto del 1407 la Confraternita di Santa Maria Maddalena risulta amministrare la chiesa della cortina ed i beni dipendenti, il che giustifica come la chiesetta cambi l’intitolazione originaria e venga dedicata alla santa protettrice della Confraternita (Maria Maddalena).
Nel 1526, probabilmente a seguito del terremoto del 1511, la chiesa venne ristrutturata come risulta da una pietra scolpita posta nell’angolo sinistro della facciata. Sulla stessa pietra compare una scritta di difficile decifrazione, forse apposta in epoca precedente, che conferisce all’edificio sacro un’aura di mistero. Sulla pietra sottostante è scolpita una croce di forma altomedievale.
Nel 1760 viene eseguito un nuovo intervento strutturale del quale rimane memoria in una piastrella del rivestimento interno delle vele dell’abside che ricorda l’anno in cui viene ultimato il lavoro. È plausibile che nello stesso periodo venga nuovamente cambiata l’intitolazione della chiesa che viene dedicata alla Madonna del Rosario, la cui statua lignea era collocata sopra l’altare maggiore. Si racconta che l’abito della Vergine fosse ritenuto dai sacerdoti e dalle donne pie del paese troppo scollato ed i suoi colori pastello e oro troppo frivoli per un simulacro della Madonna. La Vergine con il bambino sul braccio sinistro ed il rosario nella mano destra, di fattura chiaramente settecentesca, era conservata nella canonica di Beano fino agli anni Cinquanta del 1900.
Tra il 1855 ed il 1858 il cimitero, che era ubicato nel centro del paese viene trasferito presso l’antica cortina.
Nei primi decenni del Novecento la chiesa viene nuovamente restaurata, cambia ancora una volta intitolazione e viene dedicata alla Madonna di Lourdes e viene per questo realizzata nell’abside una riproduzione della grotta di Massabielle, luogo in cui nel 1858 era apparsa la Vergine a Bernadette Soubirous. Lesionata dal sisma del 1976, la chiesa è stata restaurata e consolidata.
Le numerose modifiche nell’intitolazione della piccola chiesa della cortina di Beano sono specchio dei sentimenti della gente che, di secolo in secolo, la frequentava. Sorta in tempi non lontani dalla conversione delle popolazioni rurali al cristianesimo venne intitolata a Santa Maria madre del Salvatore, quando i tempi si fecero oscuri venne messa sotto la protezione della santa penitente Maria Maddalena. Quando nell’800 si diffuse la pratica del rosario fu intitolata alla Madonna del Rosario e fu infine consacrata alla Madonna di Lourdes a seguito dell’apparizione della Vergine ai tre pastorelli, nei quali la gente si riconosceva. Tra queste si inserì in un qualche momento anche l’intitolazione a San Pietro apostolo con la quale è correntemente conosciuta.
L’edificio è composto da un’aula rettangolare e dal presbiterio quadrato concluso da abside semicircolare. Non presenta alcun atrio, né sacrestia o campanile.
La facciata della chiesa è rivolta ad est il che ne rivela l’antica origine. La facciata a capanna con doppia falda presenta angoli sono rinforzati da pietre squadrate. L’intero sottogronda è decorato con un motivo a dentelli in cotto e, più in basso, da uno in mattoni a grappolo d’uva, che corrono lungo il perimetro della costruzione. La struttura muraria, in pietra e laterizi, è a vista e la copertura è in coppi.
Al centro della facciata si apre il portale novecentesco in pietra piasentina con fiori e l’iscrizione IHS scolpiti entro cerchi. L’architrave del portale è sormontato da una lastra in pietra, sopra la quale è visibile un’arcata di scarico in mattoni ed un semplice rosone con cornice a dentelli. Sui lati dell’aula, in prossimità della zona presbiteriale, si aprono due strette ed alte finestre mentre tre finestre simili illuminano il presbiterio. Nel lato sinistro, verso il cimitero, si apre una porta secondaria.
La chiesetta consta di una piccola navata, rettangolare con sottotetto a capriate a vista e tavelle dipinte settecentesche (1766). La pavimentazione interna è in mattonelle di cotto.
Tramite un arcosanto ed un gradino si accede al presbiterio, separato dall’aula da una balaustra. Il presbiterio è quadrato coperto da volta a crociera. Un secondo arco a tutto sesto introduce l’abside. Il semplice altare maggiore, con colonnine in marmo rosso di Verona, è collocato al centro del presbiterio.
Nell’abside vi è una riproduzione, in tela e gesso, della grotta di Massabielle, luogo in cui nel 1858 apparve la Vergine a Bernadette Soubirous. In basso a sinistra è posata la statua di Bernadette mentre in alto a destra, in un anfratto, appare la statua dell’Immacolata.
L’unico dipinto antico conservato orna la parete frontale sinistra dell’arco trionfale: in un’incavatura a modo di ancona, la figura della Madonna con il bambino è dipinta su muro da un ignoto “madonnaro”. Sulla parete destra dello stesso arco è collocato un quadro di recente fattura con Santa Maria Maddalena ai piedi di Gesù, a ricordo dell’antica intitolazione.
In epoca napoleonica i beni di uso collettivo della comunità medievale e quelli delle Fraternite furono trasferiti ai comuni di nuova istituzione così che la chiesa è oggi di proprietà comunale.
Fonti
– Moreno Mariella (a cura di) Codroipo. Inventario dei Beni Culturali del Comune. Quaderni del Centro regionale di Catalogazione dei beni culturali. Villa Manin – Passariano 1996
– Ottogalli Antonella (a cura di). Glesiutis: chiesette campestri del Medio Friuli [Codroipo]: Progetto integrato cultura del Medio Friuli, 2016
– Sito internet Chiese italiane
Indirizzo: Via Cortina, 11, 33033 Beano UD
Data ultima verifica: gennaio 2023
Info: la chiesa è normalmente aperta.
Autore: Marina Celegon
Galleria immagini: Marina Celegon.














