
Una prima chiesa venne costruita a Pieria nel 1690.
Nel 1737 venne aggiunto il coro nuovo e la sacrestia, e tra il 1764 e il 1783 venne costruita un’altra chiesa.
La costruzione del Campanile risale al 1869 come si legge sulla lapide all’ingresso “Pieria eresse 1869”, ed è stato restaurato e consolidato nel 1990.
Nel 2001 l’intero bene venne messo in sicurezza e risanato, ponendo in atto un insieme di interventi per fronteggiare il problema della notevole umidità di risalita.
La chiesa si presenta come un edificio ad aula con profondo presbiterio pentagonale, due cappelle laterali. Il corpo della piccola sacrestia è una continuazione dell’asse del presbiterio con però un’altezza inferiore.
La torre campanaria si eleva davanti alla facciata della chiesa e presenta un tiburio ottagonale e la cuspide rivestita da lastre di rame.
La facciata è a capanna con alto basamento in pietra ed angoli rinforzati da blocchi in pietra squadrata (messi in luce dal recente restauro). Sopra il portale in pietra è collocata una grande finestra centrale rettangolare ad arco ribassato ed un timpano con oculo quadrilobato, con cornice modanata e dentelli che corrono lungo tutto il sotto gronda.
La costruzione è in muratura mista in ciottoli, laterizio e pietra squadrata intonacata e dipinta di bianco, la copertura del tetto a due spioventi è in embrici alla carnica.
L’interno presenta ampia aula ad angoli smussati con basamento in pietra ed alto cornicione modanato che raccorda l’aula al coro. Sul lato destro si apre un ingresso laterale. Il controsoffitto dell’aula è a volta.
Il presbiterio pentagonale è rialzato di due gradini con una finestra sulla destra e una calotta absidale dipinta con motivo a lacunari. In controfacciata è addossata la cantoria lignea e la pavimentazione è in lastre rettangolari di pietra grigia.
Il corpo di sacrestia in asse al presbiterio è notevolmente più basso, vi si accede da una porta celata dall’altare maggiore e presenta volta a crociera con resti di affreschi.
L’altare dedicato alla Beata Vergine della seconda metà del XVII secolo è della bottega dei Comuzzo, in legno intagliato e dipinto. L’altare racchiude la pala, di pittore friulano ignoto del XVII-XVIII secolo, raffigurante, sulla parte superiore, la Madonna circondata da angeli, rivolta verso S. Antonio di Padova, posto in ginocchio alla sua sinistra, mentre S.Lorenzo ed un altro Santo sono in piedi alla sua destra, in basso, fra le fiamme, le anime del Purgatorio.
Il gusto del periodo, il barocco, si manifesta con un’elaborata fittissima decorazione che copre gli elementi architettonici. A Gerolamo Comuzzo ed alla sua bottega, formata da figli e discepoli, sono stati attribuiti numerosi altari lignei presenti in Carnia che hanno queste caratteristiche. Si ritiene che questo fosse in origine l’altare maggiore, chiaramente il più antico, senz’altro databile alla fine del ‘600.
L’attuale altare Maggiore del XVIII secolo presenta la statua di San Antonio di Padova in una nicchia e quelle San Lorenzo e San Fermo sui due pilastri laterali opera di Andrea Mattia detto “caretton”.
Un terzo altare, in legno intagliato e dipinto, risalente all’inizio del XVIII secolo, è dedicato a San Francesco d’Assisi. La pala con l’immagine del santo è di Giuseppe Cherubini ed è datata 1822.
Sulla volta sovrastante l’altare maggiore è affrescata la Santa Trinità e sul soffitto della navata vi è un olio su tela con l’Assunzione della Vergine, entrambi del XVIII-XIX secolo.
Fonti:
– Fantin Enrico. Le opere d’arte nelle chiese in Fantin Enrico, Tirelli Roberto Una vallata da conoscere: la Val Pesarina Edizione La Bassa 2000
– Giusa Antonio e Villotta Michela Prato Carnico. Inventario dei beni culturali Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia. Quaderni del Centro Regionale di Catalogazione dei Beni Culturali. Villa Manin – Passariano (Udine) 1994
– Perusini Giuseppina (a cura di) Scultura lignea tedesca in Carnia, Canal del Ferro e Valcanale dal Tardogotico all’Ottocento Udine: Forum, 2018. Pieria 20-22, 131
– Pugliese Luciana Le Chiese della Carnia Da Tolmezzo a Villa Santina, Preone, Lauco, e da Muina a Pesariis. Andrea Moro Editore 2007
– Villotta Michela. L’altaristica lignea nel Canale di San Canciano. Viaggio alla ricerca delle tracce lasciate da intagliatori e indoratori fra ‘500 e ‘700 in Giusa Antonio e Villotta Michela Prato Carnico. Itinerari e ricerche [Villa Manin, Passariano]: Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia, c1994
– Sito Chiese Italiane
Indirizzo: Strada Statale 465 n. 67 – 33020 Pieria di Prato Carnico (UD)
Data ultima verifica: maggio 2023
Info: la chiesa è visitabile in occasione delle celebrazioni.
Autore: Marina Celegon
Galleria immagini: Marina Celegon.



















