
Unica tra i borghi della Val Pesarina ad essere posto sulla sponda destra del torrente Pesarina di fronte all’abitato di Prato, si trova la frazione di Predumbli nelle vicinanze della quale sono state trovate tracce di un castello un tempo collocato in posizione strategica; un edificio fortificato con funzioni di torre di guardia conosciuto dai documenti come “Castrum Dominarum“, forse perché appartenuto alle monache (Dominae) del monastero cividalese di Santa Maria in Valle.
Di probabili origini alto medievali – forse di epoca longobarda – il castello di Pradumbli sorse a controllo della valle che in antico consentiva il collegamento tra l’alto Cadore e la valle del Degano attraverso la forcella Lavardet, rappresentando una delle vie di accesso alla pianura friulana.
In un documento del 1225 è riportato che Gisla, badessa del monastero, consegnò il fortilizio al patriarca di Aquileia Pertoldo di Andechs. E’ questo il più antico riscontro storico che sia rimasto del castello di Pradumbli.
Già nel Cinquecento molti dei castelli della Carnia erano da tempo distrutti, come ci informa una lettera di Antonio Belloni, notaio ed erudito udinese, scritta prima della sua morte avvenuta nel 1554. Il notaio scriveva al pittore Giovanni Antonio da Cortona, che si apprestava a dipingere una carta della Patria del Friuli, riportando tra l’altro un elenco di castelli esistenti al tempo dei patriarchi che alla sua epoca erano già allo stato di rudere, individuati consultando antichi documenti. Tra questi è indicato il “Chystiel des Dumblans [Pradumbli]”.
Un elenco simile sarà stilato due secoli dopo dallo storico Nicolò Grassi che nel 1782 riferisce dell’esistenza nell’area montana di 23 castelli dei quali erano visibili poche vestigia perché abbandonati o sostituiti da chiese o pievi. Del castello di Pradumbli riferisce che esso era un tempo inserito in un sistema di cinque fortilizi (Agrons, Luincis, Pradumbli, Frata e Monaio) a presidio della Val di Gorto.
Il castello venne costruito in posizione tale da dominare tutta la Val Pesarina e le vie di accesso al Cadore ed alla Val Degano, e questo spiega perché l’abitato di Pradumbli si trovi sulla sponda destra del torrente Pesarina e non, come gli altri borghi, su quella sinistra.
Tito Miotti, nel suo ampio libro relativo ai castelli della Carnia pubblicato nel 1977 riferisce di non aver trovato nei testi alcun riferimento al castello di Pradumbli e come nemmeno la gente del posto gli aveva saputo indicare la collocazione dell’antico castello. Lo stesso Miotti individuò tuttavia a sud-ovest dell’abitato, a quota 700 metri circa, un terrazzamento approssimativamente quadrato sostenuto da una muraglia a fior di terra sul quale si elevava probabilmente una torre.
Su un più vasto terrapieno raggiungibile tramite il sentiero che percorre il crinale di una pendice a forma di piramide del monte Clussinis, individuò le tracce della possibile posizione della torre maestra, di un’antica muraglia a difesa dell’opera fortificata e di un fossato. Formulò quindi l’ipotesi che il piccolo fortilizio, nato come torre di vedetta, sia stato utilizzato in età longobarda e possa essere servito, anche più tardi, quale residenza di un Gastaldo al servizio delle monache cividalesi e, per ultimo, dei Patriarchi.
In connessione al castello si sviluppò probabilmente l’abitato di Pradumbli, sviluppatosi attorno alla piazzetta adiacente alla chiesa dove anticamente esisteva la fontana e dove tuttora si affacciano gli edifici più antichi e significativi.
Dal borgo parte il sentiero che conduce in una ventina di minuti al sito del castello.
E’ noto che nel 1859 l’arcivescovo Bricito concesse agli abitanti di Pradumbli di poter innalzare un oratorio che, dedicato a San Pietro Apostolo, venne rapidamente costruito ed aperto al culto. Il Marchetti ipotizza un’origine dell’edificio sacro al secolo XVI e XVII con successivi ampliamenti e rimaneggiamenti compreso quello ottocentesco. Danneggiata dal terremoto del 1976 la chiesetta è stata successivamente restaurata.
La costruzione è in muratura mista in ciottoli, mattoni di laterizio e pietra squadrata intonacata di bianco mentre la copertura è in embrici alla carnica.
La facciata è a capanna, con portale in pietra modanata e, al di sopra, un oculo ed una piccola finestra rettangolare. Alla sommità della facciata si eleva un’armatura di travi con ampio tettuccio che regge la piccola campana.
Una curiosità è il fatto che gli abitanti di Pradumbli, durante Caporetto, furono gli unici della valle a salvare la campana della loro chiesa dai soldati austro-ungarici, seppellendola nel bosco.
All’interno l’edificio è ad aula rettangolare, con arcosanto a tutto sesto che separa il presbiterio con volta a botte. A destra l’accesso alla piccola sacrestia e sui due lati due finestre a mezzaluna.
Sulla piazza si affaccia Casa Toniutti, risalente al XVI-XVII secolo, che si eleva su tre piani con un portico a piano terra costituito da tre logge con archi a tutto sesto e soffitto voltato a crociera. Al primo piano si apre una bifora fiancheggiata da monofore.
A questa casa si affianca Casa Cattarinussi, classico esempio di casa residenziale carnica del XVIII secolo.
Fonti:
– d’Arcano Grattoni Maurizio, Il sistema fortificato in Carnia nel medioevo, in Valoppi Basso 2006, pp. 11-29.
– Fantin Enrico. Le opere d’arte nelle chiese in Fantin Enrico, Tirelli Roberto Una vallata da conoscere: la Val Pesarina Edizione La Bassa 2000
– Giusa Antonio e Villotta Michela, Prato Carnico. Inventario dei beni culturali Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia. Quaderni del Centro Regionale di Catalogazione dei Beni Culturali. Villa Manin – Passariano (Udine) 1994
– Marchetti Giuseppe (a cura di Gian Carlo Menis). Le chiesette votive del Friuli. Società Filologica Friulana. Arti Grafiche Friulane, Udine riedizione 1990
– Miotti Tito. Castelli del Friuli 1 Carnia, feudo di Moggio e capitanati settentrionali. Del Bianco Editore 1977
– Mor Carlo Guido La Carnia nell’alto medio evo: arimannie e castelli in Ce fastu? bollettino della Società filologica friulana 1962, 038, 1-6; P. 76-86: ill.
– Virgilio Gianni Castelli e fortificazioni della Carnia. Andrea Moro Editore. 2013
– Sito internet Chiese Italiane
Indirizzo: Frazione Pradumbli 33020 Prato Carnico UD
Data ultima verifica: maggio 2023
Info: la chiesa è normalmente chiusa.
Autore: Marina Celegon
Galleria immagini: Marina Celegon.
Le immagini dei resti del castello sono tratte dal testo di Gianni Virgilio.










