In località Pubrida, a nord dell’abitato di Lucinico, presso Gorizia, sul versante di un rilievo naturale (quota di 75 m slm), si localizza una villa rustica romana, di cui è nota solo parte dell’articolazione architettonica.
Individuata nel 1877 durante le arature, allorché emerse un mosaico pavimentale, oggi perduto (DE BIZZARRO 1877), l’area fu indagata più estesamente, ma sempre in modo parziale, negli anni 1945-1948 da Sandro Stucchi (STUCCHI 1950). In questa occasione si esplorò il settore corrispondente al limite occidentale della pars urbana e, a ovest, alcuni ambienti della pars rustica. Nonostante l’incompletezza delle esplorazioni, nelle strutture rimesse in luce è possibile riconoscere un impianto architettonico del tipo con due corti distinte su cui gravitavano, rispettivamente, la parte residenziale e quella produttiva. La parte rustica, a ovest, era posta su terreni in pendenza, in modo da riservare alla parte urbana condizioni climatiche migliori ed una maggiore visuale; comprendeva una stalla (come indiziato da resti ossei di animali nel vano G) ed un ambiente per la macinazione del grano, stante il ritrovamento di una mola in H.
La corte urbana (A), con pavimento rivestito in ghiaia, era fiancheggiata da portici.
Del quartiere riservato al dominus ed alla sua famiglia si riconoscono tre vani (D, E, F), due dei quali di dimensioni più contenute (7-8 mq) e riscaldati ad ipocausto (come indicano tracce di suspensurae e del forno, quest’ultimo presente in E) e il terzo (F), più ampio (m 6,40 x 4,50), destinato a occasioni di rappresentanza. In corrispondenza del vano maggiore si rinvennero numerose tessere musive e frammenti di lastre in marmo di Carrara e di arenaria verde e grigia, a testimoniare le rifiniture lussuose di questa parte del complesso. Sembra che, a livello architettonico-funzionale, i vani residenziali fossero autonomi rispetto ai vani adiacenti, da cui erano separati tramite un corridoio o disimpegno (C), cui si accedeva dal vano F; inoltre, essi si affacciavano sulla corte mediante un portico o un corridoio, in modo da garantire la riservatezza per i suoi abitanti ed evitare dispersioni di calore (BUSANA-FORIN 2012).

Il complesso ricade nell’agro centuriato aquileiese e rispecchia le caratteristiche architettoniche e funzionali delle ville rustiche romane della pianura friulana. L’economia della villa era basata su attività agricole (cereali e, forse, vite), sull’allevamento e sulla produzione della lana: tra i numerosi reperti tornati in luce (anfore, vasellame ceramico, vetri, lucerne, fibule, utensili domestici, laterizi bollati, monete), si contano anche alcuni pesi da telaio, un mortaio ed una mola in pietra.
La datazione del complesso non è stata definita con sufficiente chiarezza, ma sembra potersi collocare perlomeno tra il I e il III secolo d.C. La villa era strategicamente dislocata nelle vicinanze del fiume Isonzo, ad una distanza ridotta da Pons Sontii, una mansio di considerevole importanza presso il ponte sull’Isonzo. Il ponte, i cui resti sono localizzabili sulla sponda sinistra del fiume, in località Mainizza, nel comune di Farra d’Isonzo, era definito da Erodiano (VIII, 2) come opera “imponente e splendida”.

Bibliografia:
– Busana M.S./ Forin C., L’architettura privata ad Aquileia in età romana”, Atti del Convegno di Studio, Padova, 21-22 febbraio 2011, in Le ville romane nel territorio di Aquileia: alcune considerazioni in merito all’articolazione e all’uso degli spazi, Padova 2012
– De Franceschini M., Le ville romane della X Regio (Venetia et Histria): catalogo e carta archeologica dell’insediamento romano nel territorio, dall’età repubblicana al tardo impero (=Studia archaeologica 93), Roma 1998
– Furlani U., Testimonianze storiche ed archeologiche a Lucinico, Mossa, San Lorenzo Isontino, Capriva e Medea, in Marian e i paîs dal Friûl orientâl, Udine/ Gorizia 1986
– Stucchi S., Lucinico (Gorizia). Villa rustica romana, in Atti dell’Accademia nazionale dei Lincei. Notizie degli Scavi di Antichità, 1950, v. VI, serie VIII, 1-6
– De Bizzarro P., Il mosaico di Lucinico (Relazione dell’ i. r. conservatore dott. De Bizzarro, dal tedesco), Gorizia 1877

Fonte: www.patrimonioculturale.regione.fvg.it

Periodo Storico: Età Romana
Localizzazione Geografica
Visualizzazione delle schede relative a contesti archeologici visibili nell'arco di 5 km dalla località di partenza