
Negli anni Ottanta del secolo scorso, in occasione di lavori agricoli finalizzati all’impianto di una vigna (fondo Gandin) e giunti particolarmente in profondità, sono state messe in luce strutture murarie, lacerti di pavimentazione musiva e abbondante materiale archeologico.
I resti rinvenuti sono ascrivili con ogni probabilità a una villa urbano-rustica, ascrivile ai sec. II a.C. – V d.C.
Bibliografia:
– Magrini C., Due insediamenti romani nell’Isontino, in Aquileia Nostra, 1996, 67




