
Nella chiesa si conservano due pale d’altare antecedenti alla costruzione dell’edificio attuale: entrambe provengono dagli altari dell’antica chiesa di San Rocco, che sorgeva nello stesso luogo dell’attuale parrocchiale. La pala oggi collocata sull’altare maggiore fu realizzata nel 1574 da Giovanni Battista Grasso, pittore udinese e allievo del Pordenone, come si ricava dall’iscrizione riportata sulla tela; essa era destinata all’altare maggiore della chiesa precedente.
Questa data costituisce la prima testimonianza certa dell’esistenza della chiesetta che, in base alla sua intitolazione, potrebbe essere stata edificata nel Quattrocento, in relazione alle epidemie di peste ed alla diffusione del culto del santo taumaturgo in Friuli.
L’edificio rientrava nella tipologia delle chiesette campestri diffuse dal Trecento: una semplice navata longitudinale con presbiterio rivolto a Est e una facciata sormontata da un campaniletto a vela, come documentato nel disegno riportato nella Carta del Territorio databile tra il 1560 e il 1580.
All’esterno era circondata dal cimitero delimitato da una recinzione.
Dalla visita pastorale compiuta da Francesco Barbaro nel 1593 risulta che la chiesa ospitava, oltre all’altare maggiore ligneo dedicato ai Santi Rocco e Sebastiano, due altari laterali: uno intitolato a San Giovanni Battista e l’altro ai Santi Giorgio e Martino, collocati rispettivamente in cornu epistolae e in cornu evangelii.
Le intitolazioni richiamano tre antiche chiese un tempo presenti a Turriaco che, al momento della visita, dovevano essere già scomparse o non più officiate.
Per la chiesa di San Giovanni Battista si ipotizza un’origine paleocristiana e la sua distruzione a causa di una piena dell’Isonzo tra il 1562 e il 1593; quella di San Giorgio potrebbe risalire all’età tardo medievale, mentre per San Martino non sono note informazioni. Anche nella chiesa parrocchiale attuale esiste un altare dedicato agli stessi tre Santi.
Autore: Lorenzo Rossi




