Così scrive L. Quarina:
Il De Gaspero soltanto lo descrive colle seguenti parole: “…è costruito a sud di Firmano presso il ponte di Premariacco sulla riva sinistra del Natisone; l’argine di difesa è soltanto limitato verso la pianura di Ipplis essendo sufficientemente protetto alle spalle dalle rive a picco del Natisone, a cui si appoggia. Due lembi di fortificazioni ancora ben conservati e segnati anche sulla tavoletta si trovano ai lati della strada che conduce a Ipplis alla quota 110” (28, p. 203).
Il Tellini oltre ad elencarlo assieme ad altri ne dà il disegno sul quale mi sembra che abbia cercato un po’ di indovinare il limite che poteva avere, non esistendo più opere artificiali che i due piccoli lembi ricordati dal De Gasperi e un altro presso alla sponda del Natisone, ora tutti manomessi, alti da uno a tre metri al massimo, manomessi per asportare ghiaia sulle strade vicine.
Questa arginatura mi sembrerebbe che si dovesse considerare, invece che come traccia di antico castelliere, come opera avanzata di difesa, oggi si direbbe testa di ponte, per impedire l’avanzarsi del nemico e il suo passaggio sulla destra del Natisone, specialmente in quel punto dove le sponde del fiume che scendono a picco sul greto si avvicinano tanto da potere con un gran salto passare da un ciglio all’altro. Quivi un ponte antico che la tradizione diceva romano, fatto saltare nella ritirata di Caporetto dalle nostre truppe, univa le due sponde, e sulla destra trovasi il paese di Premariacco che prima di essere occupato da coloni romani, fu probabilmente un villaggio dell’età del bronzo secondo il Musoni (23, p.9) o della prima età del ferro secondo il Marinoni (10, p. 7) e lo Zorzi (21, pagina 80), come fa supporre un’ascia di bronzo trovata sul sito e che lo Zorzi così descrive: ” Paaòstab di cm 18 x 6 del peso di gr. 660, liscio, arrotondato agli spigoli, mozzato al tagliente, logoro per lungo uso”.
In quanto al castelliere, così come risulta delimitato dal Tellini, è da osservare che tutta la parte sub-triangolare circondata da strade scende da sud-est verso la sponda del fiume formando un bassopiano che è evidente traccia di antico terrazzo.Non sembra probabile da ciò che quelle antiche genti si insediassero in una zona più bassa della circostante pianura, in condizion i più difficili di difesa. E’ forse più probabile la versione da me data più sopra.
Non è memoria che nelle parziali demolizioni dei piccoli argini siano stati fatti trovamenti di nessuna specie.
Nel disegno da me eseguito ho rappresentato la zona nella quale secondo il disegno del Tellini sarebbe esistito il castelliere, ma non ho segnato limiti che sul terreno non esistono.”

in Ludovico Quarina, Castellieri e tombe a tumulo in provincia di Udine, in “Ce Fastu” Bollettino della S.F.F., Anno XIX – n. 1 – 2 Aprile 1943.

 

Periodo Storico: Età Romana
Localizzazione Geografica
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