L’ingresso della grotta si apre in una bassa parete rocciosa ed è situato al margine di una dolina che fa parte di un esteso allineamento, ad un centinaio di metri dalla Grotta Moser.

L’ingresso è caratterizzato dalla presenza di un grande masso. La cavità ha inizio con una galleria quasi pianeggiante nella quale si incontrano vari gruppi di colonne e tozze stalagmiti. La grotta si chiude con una frana terrosa nella quale si notano delle grosse radici che penetrano nella caverna anche da altri punti della volta ed attraverso le stesse stalattiti, da questo fatto deriva il nome di Grotta delle Radici attribuitole ancora nel secolo scorso. Un grande scavo si trova presso l’imbocco ed altri assaggi sono stati effettuati un po’ dovunque, tuttavia non si hanno notizie sui reperti archeologici indubbiamente rinvenuti in grande quantità da cercatori clandestini.

Le prime notizie sul ritrovamento di ceramica grossolana ed ossi animali bruciati furono date da Perko (1896), che pubblicò anche una relazione a fine interventi (1909).
Moser, invece, citò visite e rinvenimenti soltanto nei diari.
Nel 1960, Dante Cannarella e Giuseppe Slongo effettuarono un intervento che risultò inefficace a causa di scsvi precedenti.

Fonte: https://catastogrotte.regione.fvg.it

 

Periodo Storico: Protostoria
Localizzazione Geografica
Visualizzazione delle schede relative a contesti archeologici visibili nell'arco di 5 km dalla località di partenza