
La chiesa di San Giacomo Apostolo, edificata attorno alla metà del Quattrocento, è stata affrescata nel 1503 dal pittore bergamasco Antonio Zago, su commissione di “ser Daniel fo Dedazan dito Dolcito“, il cui nome e la data compaiono ancora nell’iscrizione dedicatoria del presbiterio.
L’apparato dipinto riveste l’abside, l’arco trionfale e ci sono parti affrescate anche sulle pareti della navata: nel catino domina una Crocifissione affollata di cavalieri e di figure, la volta a crociera accoglie i Padri della Chiesa ed il timpano di controfacciata mostra il sacrificio di Abele e di Caino, con le antiche didascalie ABEL IVSTO e CHAIN. All’abside apparteneva anche il ciclo del miracolo dell’impiccato di San Giacomo, uno dei più ampi documentati in Friuli, di cui oggi sopravvivono poche scene.
Alle pareti si conservano tele di forte valore devozionale, accanto alla pala con la Madonna col Bambino tra i Santi Giacomo, Silvestro, Caterina e Valenti ed alla Madonna dello Scapolare.
Le testimonianze più intense sono legate alle epidemie che colpirono la comunità nell’Ottocento, quando ai santi protettori si affidava la difesa dal contagio.
Una tela raffigura San Sebastiano trafitto dalle frecce e reca un lungo cartiglio: nell’agosto del 1836, «bersagliata fieramente» dal “Cholera Morbus”, la parrocchia fece voto di festeggiare i propri santi protettori perché tornasse la sospirata calma. Ottenuta la grazia, il popolo volle lasciarne perpetua memoria in questo dipinto votivo.
Allo stesso 1836 risale la tela che riunisce San Rocco e San Sebastiano, tradizionali protettori contro la peste, insieme a Santa Filomena, venerata intercessora di quegli anni, con le diciture MESSA VOTIVA e FESTA VOTIVA.
Una terza tela, datata 1843, accosta un frate orante davanti al crocifisso ad un giovane chierico con i gigli, sotto un versetto tratto dalla Lettera ai Galati, a memoria di penitenza ed innocenza.
Info:
Piazza san Giacomo 14 B – Praturlone, Fiume Veneto (Pn)
Autore: Paola Treppo



