san quirino

La chiesa di San Quirino è stata edificata in un luogo storicamente importante: Broxxas.
Nel luogo son state trovate tracce di un castelliere, di un cimitero dellìEtà del ferro e diversi tracciati stradali. Esisteva in loco anche un tempio dedicata a Diana, dea delle selve, altresì Artemide, dea notturna della morte.
La chiesa, ristrutturata nel 1493, fonda su un edificio più antico ed è opera del Magister Martinus Petrich della scuola tardogotica di Skofja Loka, come si evince da una lapide sul muro esterno che fornisce il nome del costruttore e la data «Anno Domi(ni) 1494 – ma(giste)r Mart(inus) Petr(ich)», dove il cognome è la latinizzazione dello slavo Pirich.
Il precedente edificio è menzionato fin dal 1250 e attorno alla chiesetta, in epoca patriarcale e veneta, si svolgevano le riunioni delle vicinanze grandi (o arenghi) dei convalli di Antro e Merso. L’ultima di queste si riunì nel 1804.
La chiesa ebbe anche periodi di deperimento e abbandono, infatti fu usata anche come fienile e lazzaretto.
Attualmente l’edificio presenta una planimetria ad aula rettangolare con travatura a vista e tavolata al posto delle tradizionali mattonelle in cotto decorato. Le pareti conservano tracce di affreschi ornamentali.
La chiesetta oggi svolge la funzione di tempio votivo ai caduti delle due guerre mondiali.
All’interno, si può ammirare una tela raffigurante san Quirino, san Sebastiano e san Rocco, realizzata dall’artista cividalese Luigi Bront.
Bibliografia:
lintver.it;
chiesevotive.it;
– Museo SMO (Slovensko multimedialno okno – Finestra multimediale slovena)

Info: SS54, 32, 33049 San Pietro Al Natisone UD

Autore: Valentina Flapp

Immagine tratta da chiesettevotive.it

Vedi anche: “In loco qui Broxas dicitur” Il luogo della prima battaglia tra Slavi e Longobardi, di Giorgio Banchig, in “Terre d’incontro”, contatti e scambi lungo le Valli del Natisono e dell’Isonzo dall’antichità al Medioevo, a cura di Giorgio Banchig, Stefano Magnani e Andrea Pessina, Cividale del Friuli, 2007. ppgg. 220-234: Terre_dincontro_Contatti_e_scambi

Ad ovest della chiesetta, non lontano dalla riva sinistra del Natisone, venne alla luce un tratto di strada romana con pavimentazione in ciottoli. La scoperta risale alla fine dell’Ottocento ed è ricordata per primo da Giusto Grion.
Bibliografia:
– Giusto Grion, Gronumbergo e il cippo dei Fabii in Cividale in Pagine Friulane, 1895, p. 79
– Giusto Grion, Sulle scoperte archeologiche, Forum Iulii, 1897, p. 12
– Amelio Tagliaferri, Coloni e legionari nel Friuli celtico, I-III, 1986, p. 152

Nel 1985, in seguito a lavori di ristrutturazione della chiesa, furono rinvenuti, a una profondità di circa 60-80 cm nei pressi dell’entrata, ossa umane e reperti in metallo attribuibili ad alcune sepolture alto medievali.
Con molta probabilità i reperti sono attribuibili a più di una sepoltura, forse cronologicamente non coeve. Alcuni di essi, infatti, come il pettine in osso, la fibula a bracci uguali, le monete forate, possono essere attribuiti alla popolazione autoctona di VI-VII sec. d.C., mentre altri, come i pendenti da tempia, a elementi paleoslavi di IX-XI secolo.
Bibliografia:
– Amelio Tagliaferri, Coloni e legionari nel Friuli celtico, I-III, 1986, p. 152
– Mario Brozzi, Tracce di un sepolcreto altomedievale a S. Pietro al Natisone, 1986-87, pp. 31-36.
– Mario Brozzi, La popolazione romana nel Friuli longobardo (VI-VIII sec.), 1989, p. 59.

Autore: Alessandra Gargiulo

Periodo Storico: Basso Medioevo
Localizzazione Geografica
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