
La chiesa parrocchiale di Tutti i Santi, a Bagnarola di Sesto al Reghena, affonda le proprie origini nel sistema delle pievi medievali collegate all’abbazia benedettina di Sesto.
Il nome di Bagnarola compare già nel XII secolo nei documenti relativi ai possedimenti dell’abbazia ed in una bolla di papa Urbano III del 1186 che elenca le pievi della diocesi di Concordia.
In età medievale, la pieve di Bagnarola svolse un ruolo centrale per il territorio circostante, amministrando i sacramenti e la vita religiosa di diversi villaggi della pianura tra Tagliamento e Livenza, tra cui Savorgnano, Ramuscello, Gleris, Venchiaredo, Versiola e Stalis.
Civilmente, il territorio apparteneva ai domini dell’abbazia di Sesto, mentre dal punto di vista ecclesiastico dipendeva dal vescovo di Concordia. Tra il 1177 e il 1285 la pieve fu unita alla prebenda dell’arcidiacono concordiese e soltanto nel 1781 ottenne piena autonomia dal capitolo della diocesi.
L’edificio antico, documentato ancora all’inizio dell’Ottocento, era una chiesa a navata unica con presbiterio quadrangolare, sacrestia e cappella laterale, secondo uno schema tipico delle pievi rurali friulane; attorno sorgeva il cimitero della comunità.
Tra il 1895 e il 1899 la chiesa venne ampliata e trasformata con l’aggiunta delle navate laterali e del nuovo presbiterio, assumendo l’aspetto attuale
Tra le testimonianze artistiche conservate all’interno si segnala un affresco della Pietà, attribuito a Pomponio Amalteo e databile intorno al 1535. L’opera raffigura il Cristo deposto sulle ginocchia della Vergine con la presenza di san Giovanni, Giuseppe d’Arimatea e della Maddalena, su uno sfondo paesaggistico con le tre croci del Calvario. L’affresco, distaccato nell’Ottocento durante i lavori di trasformazione dell’edificio, è oggi collocato nella navata destra della chiesa.
Autore: Paola Treppo 14 mar 2026




