
La chiesa campestre di San Giorgio si trova alla periferia di Bicinicco, nella località di Bicinicco di Sopra, e si raggiunge attraverso un suggestivo percorso fra i campi. In questo sito si registra la presenza di un insediamento di età romana-medievale, come è risultato da alcuni ritrovamenti occasionali di laterizi e pietra lavorata.
In assenza di documenti, l’edificazione è fatta risalire ad un voto fatto dagli abitanti tra la fine del Quattrocento ed i primi del Cinquecento, in un periodo ove le invasioni turche e la lunga guerra fra Venezia e l’Impero lasciarono tutto intorno lutti e devastazioni.
San Giorgio, tradizionalmente raffigurato come un cavaliere generoso che difende i deboli contro il drago della violenza e del male, veniva invocato come protettore per scongiurare la guerra e tener lontani i nemici.
Il titolo di San Giorgio martire, diffusosi anteriormente all’anno mille, rimase ancora vivo fino al basso medioevo. In Friuli questo titolo è comune ed in molti casi è databile ai secoli XI-XII.
E’ possibile che in questo luogo sorgesse un luogo di culto precedente, forse anteriore al mille, se non addirittura precristiano. L’architettura ed i materiali usati nella costruzione fanno pensare che l’attuale sacello sia stato eretto nel secolo XIII, al più tardi nel XIV, probabilmente su strutture preesistenti. La chiesetta fu ripetutamente restaurata nel corso dei secoli per ovviare allo stato di abbandono in cui spesso versava. Solo un’indagine archeologica potrebbe fornire informazioni più precise sulle varie fasi costruttive.
Informazioni sulla chiesetta si ritrovano nelle periodiche visite pastorali. Il primo verbale risale al 28 aprile 1606 dove si afferma che la chiesetta in quell’anno era in pessime condizioni, senza ornamenti, umida da infiltrazioni ma dotata di una campana. Era consacrata e la sua dedicazione si celebrava la domenica successiva all’Assunzione di Maria Vergine. Anche la festa di San Giorgio (23 aprile) veniva regolarmente celebrata. La chiesa fu, in tale occasione, interdetta al culto per il suo deplorevole stato, fino a quando non si fosse provveduto ad un ripristino.
Dalle visite pastorali del 1661 e 1686 si ricava che la chiesa per il permanere dello stato decadente non era consacrata ed è solo alla fine del secolo, o agli inizi del successivo, che essa fu probabilmente restaurata poiché nella visita pastorale del 1717 si afferma che la chiesa celebrava la dedicazione e nel 1736 veniva specificato che la chiesetta era “senza rendita alcuna”.
Nella chiesa si celebrò messa fino agli inizi del secolo XVII e poi, dopo il restauro, durante il secolo XVIII. Di nuovo nel 1820 emerge che la chiesa era ancora consacrata ma non vi si tenevano messe perché cadente. Venne nuovamente risistemata nel 1821 e nel 1878 ed officiata fino alla fine del XIX secolo.
Dopo la Seconda guerra mondiale venne restaurata con il rifacimento del tetto con travi di cemento che la deturparono. Con l’ultimo restauro il tetto in travi di legno e coppi è stato ripristinato. La piccola chiesa, isolata nella campagna, è frutto quindi di antica devozione popolare ed anche il recente restauro, curato dai volontari degli alpini, è stato voluto dalla popolazione.
L’attuale chiesetta mostra le sue origini trecentesche. Posta al centro di un’area prativa, ha la semplice facciata liscia rivolta a ponente, con porta ad arco normale e due finestre ai lati, rettangolari e di epoca posteriore.
Sulla facciata a capanna si apre la porta centrale ad arco a tutto sesto, affiancata da due piccole finestre rettangolari di epoca posteriore alla costruzione dell’edificio. La muratura è costituita da sassi e pietre rozzamente squadrate. Sul colmo della facciata è posta una monofora campanaria recentemente rifatta.
Sui fianchi la chiesetta presenta due finestre di epoca successiva, mentre due strette aperture, una per lato, sono state riportate alla luce durante i lavori dell’ultimo restauro e testimoniano l’antichità dell’edificio.
La costruzione presenta aula rettangolare, con pavimento in cotto e copertura di travi a vista, terminante con una bassa abside semicircolare, dalla volta a semicatino, collegata all’aula da un arco romanico a tutto sesto.
La semplicità dell’esterno si riflette all’interno con pareti spoglie, un piccolo altare barocco incorniciato dall’arco della piccola abside e un’acquasantiera in pietra.
Fonti:
– Dentesano Ermanno Bicinicco e il suo territorio. Comune di Bicinicco 1984
– Marchetti Giuseppe (a cura di Gian Carlo Menis). Le chiesette votive del Friuli. Società Filologica Friulana. Arti Grafiche Friulane, Udine riedizione 1990
– Tirelli Roberto Guida alle chiesette campestri e votive del comune di Bicinicco Comune di Bicinicco 1998
– Sito internet Chiese italiane
https://chieseitaliane.chiesacattolica.it/chieseitaliane/schedaca.jsp?sercd=68257
Info:
Via San Giorgio 33050 Bicinicco
la chiesa è normalmente chiusa.
Data ultima verifica: aprile 2024
Autore: Marina Celegon
Galleria immagini: Marina Celegon.















