
Risultati di uno scavo di emergenza condotto nell’anno 2000 alla periferia sud-occidentale di Pavia di Udine.
Le ricerche hanno permesso di documentare l’esistenza di un nuovo sito preistorico che, sulla base del materiale recuperato, può essere attribuito al Neolitico Antico. E’ stata indagata una piccola struttura a pozzetto e recuperati frammenti ceramici e industria in selce scheggiata.
Successive ricerche di superficie hanno riconosciuto una frequentazione preistorica di tutta l’area nel corso del Neolitico e della prima età dei Metalli.
Lo studio della documentazione paleobotanica proveniente dalla struttura 1 ha riconosciuto la presenza di gusci carbonizzati di nocciole, di cereali (orzo, farro, farricello e spelta) e di leguminose (pisello).
Leggi tutto nell’allegato: A. Pessina, G.C. Fiappo, M. Rottoli, Un sito neolitico a Pavia di Udine. Nuovi dati sull’inizio dell agricoltura in Friuli, in Gortania 25 2003.
Vedi anche: Aldo CANDUSSIO, Rinvenimento di un’ascia martello eneolitica a Pavia di Udine, vai a >>>>>>>>> in Quaderni friulani di Archeologia, n. IV / 1994.
Vedi anche: Le ricerche di superficie e gli scavi condotti a Pavia di Udine dal 2000 al 2007 hanno portato alla luce un villaggio riferibile alle fasi iniziali del Neolitico. Sono 27 le strutture indagate, fra le quali si segnala un piccolo fossato (struttura 2-3), che in origine doveva delimitare un’area residenziale del villaggio, e una struttura di combustione (struttura 15).
La ceramica si presenta in cattivo stato di conservazione, ma i pochi elementi riconoscibili trovano confronti con i materiali del non lontano insediamento neolitico di Sammardenchia (Pozzuolo del Friuli). Le industrie litiche, per la presenza di geometrici romboidali e tecnica del microbulino, presentano caratteri tipici del Primo Neolitico in area friulana e risultano realizzate con selci locali e con litotipi “alpini” d’importazione. Sono inoltre presenti pochi manufatti in quarzo ialino (dalla struttura 3) e due elementi in ossidiana (dalle raccolte di superficie).
Questo insediamento – unitamente a quelli recentemente esplorati a Cargnacco (Pozzuolo del Friuli) e Nogaredo al Torre (San Vito al Torre) – rappresenta uno dei capitoli del più ampio fenomeno della neolitizzazione dell’Alta Pianura friulana, ben noto grazie al sito di Sammardenchia. Le datazioni 14C collocano la frequentazione neolitica di Pavia di Udine tra la fine del VI e i primi secoli del V millennio a.C. cal. L’abbondante documentazione paleobotanica testimonia una agricoltura multicerealicola con attività di raccolta.
Leggi tutto nell’allegato: Sito neolitico di Pavia di Udine di Andrea Pessina, Giovanni Carlo Fiappo, Mauro Rottoli, in Gortania, n. 41 del 2019
Vedi anche: https://patrimonioculturale.regione.fvg.it/sito-archeologico/?s_id=549096




