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L’edificio risale alla fine del Trecento o all’inizio del Quattrocento, poiché la prima documentazione è del 1405.
Nel corso del Seicento a seguito dei terremoti del 1511 e 1513 l’edificio viene ristrutturato.
magredisEdificio ad aula, orientato, con presbiterio rettangolare più stretto, su sedime a livello di campagna.
Prospetto principale a capanna, con portale lapideo a cornice modanata coperto dallo sporto in muratura ad arco ogivale a piccole falde in coppi. Al vertice del timpano la monofora campanaria.
L’interno ad aula, illuminato da due finestre ogivali per lato, ha tetto a capriate lignee vista poggianti su mensole in pietra e tavelle; l’area dell’altare, voltata a crociera con costolonature, rialzata di un gradino, prospetta con arco santo ogivale ed è interamente affrescata; una finestra ogivale sulla parete a settentrione.
La parte più preziosa dell’edificio sono gli affreschi di Gian Paolo Thanner(1475-1555).
Nella parte mediana delle pareti dell’abside vennero raffigurati nel 1518 gli Apostoli, mentre nelle lunette si scorgono scene della vita di San Pietro e, al centro è dipinta la Santa Trinità. I Quattro Evangelisti sono riprodotti all’interno delle partizioni della volta.
Di tema completamente diverso sono gli affreschi raffiguranti i Dodici Mesi rappresentati dai tipici lavori agricoli dedicati ad ogni mese, opera di un pittore anonimo della seconda metà del XV secolo.
Ulteriori affreschi rappresentano scene dell’Annunciazione o della Madonna e Bambino e Sant’Antonio Abate.
La pavimentazione è in piastrelle di cotto rettangolari.

Fonte: http://www.chieseitaliane.chiesacattolica.it

I mesi della chiesa di San Pietro
magredisLe figurazioni che illustrano le Attività dei dodici mesi dell’anno, parte della più ricca decorazione ad affresco che ricopre completamente l’abside e la parete dell’arco trionfale, si dipanano lungo la fascia più bassa delle pareti dell’abside. La posizione e l’altare antistante che le nasconde in parte rischiano di farle sfuggire all’attenzione. Sarebbe un peccato, perché formano l’unico ciclo friulano dei mesi giunto integro sino a noi, opera di un piccolo maestro sconosciuto, attivo nel tardo Quattrocento, capace di raccontare con pennello sorridente e arguto i lavori legati al mondo contadino, ma anche le occasioni di festa e gli svaghi delle classi più agiate.
Il popolo della campagna, che dalle condizioni del tempo dipendeva per i raccolti e, quindi, per la sua stessa sopravvivenza, non poteva che affidarsi alla bontà del Cielo. Non è difficile allora immaginare l’intera comunità raccolta in preghiera dinanzi alle immagini della Madonna, dei Santi e della Trinità che volle far affrescare nel 1509 sulle pareti della propria chiesa da Gian Paolo Thanner (notizie 1501-1535), anche lui un pittore di modesti mezzi, capace però di farsi interprete dell’umile fede popolare e di comunicare in modo semplice e chiaro, ma anche vivacemente narrativo, messaggi e contenuti religiosi.
Bibliografia:
– G. BERGAMINI, Pitture “popolari” in Friuli nel XV e XVI secolo, in Il Pordenone, Atti del Convegno internazionale di studio (Pordenone, Sala convegni della Camera di commercio, 23-25 agosto 1984), a cura di C. FURLAN, Pordenone, 1985, p. 199.
– G. TROVABENI, Iconografie dei mesi nelle chiese friulane, in Artisti in viaggio, 1450-1600. Presenze foreste in Friuli-Venezia Giulia, Atti del convegno (Codroipo, Villa Manin di Passariano, 24-25 ottobre 2003), a cura di M.P. FRATTOLIN, Udine-Venezia 2004, pp. 218-222.
– G. BERGAMINI, Sette secoli d’arte, in Povoletto, a cura di G. BERGAMINI, Povoletto (UD), 2008, pp. 204-207.

Fonte: http://www.ipac.regione.fvg.it

Periodo Storico: Basso Medioevo
Localizzazione Geografica